ROMA – Il disegno di legge di contrasto alla violenza sulle donne che andrà domani in Cdm si compone di 15 articoli.

Nella bozza, che dovrebbe essere sul tavolo del preconsiglio di questo pomeriggio, sono diverse le misure rafforzate in materia di violenza di genere e violenza domestica.

Come preannunciato dalla ministra Eugenia Roccella, il governo interviene con una ulteriore stretta sulle misure cautelari e di prevenzione.

Innanzitutto, l’articolo 9 relativo all’arresto in flagranza della bozza del ddl visionata dall’Agi, prevede che anche i video o le foto possano essere utilizzati come prova per far scattare l’arresto in flagranza differita. Si legge infatti: “si considera comunque in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informatica telematica”, dalle quali “emerga inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e comunque entro le quarantott’ore dal fatto”.

Inoltre, vengono aumentate le pene se il “fatto è commesso nell’ambito della vuiolenza domestica da soggetto già ammonito, anche se la persona offesa è diversa” da quella per cui è scatta la misura. E ancora, tra le novità, si prevede un iter “preferenziale” e più veloce per le misure cautelari, procedimenti per i quali viene disposta la “priorità”, disponendo che i pm decidano “con urgenza”.

Le nuove norme che saranno all’esame del Cdm di domani prevedono poi che i provvedimenti cautelari possono essere revocati, su istanza dell’ammonito, non prima di tre anni e dopo la valutazione della partecipazione del soggetto ammonito a appositi percorsi di recupero. Percorsi di recupero che dovranno essere frequentati senza interruzioni: basterà infatti una sola assenza per far scattare la revoca della sospesnione condizionale della pena.

Inoltre, le nuove norme contenute nella bozza del ddl del governo per una ulteriore ‘stretta’ contro la violenza sulle donne prevedono che si proceda d’ufficio se il fatto è commesso in caso di violenza domestica da persona già ammonita, anche se la persona offesa è diversa. Se il soggetto sottoposto alla misura di distanziamento viola l’ordine di mantenimento della distanza, è prevista la pena della reclusione da 1 a 5 anni ed è consentito l’arresto anche fuori dai casi di flagranza.

Altre norme contenute nella bozza di ddl del governo, che sarà sul tavolo del cdm di domani, prevedono poi pene ulteriori a chi elude l’ordine di protezione previsto dall’articolo 342 ter del codice civile, ovvero un provevdimento di eguale contenuto assunto nel procedimento di separazione consensuale dei coniugi o nel procedimento di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Si prevede inoltre il rafforzamento delle misure cautelari e, in particolare, del braccialetto elettronico. Si prevede ancora una provvisionale a titolo di ristoro anticipato – si legge sempre nella bozza del ddl del governo – a favore della vittima o degli aventi diritto, per i reati commessi dal coniuge, anche separato o divorziato o commessi da persona che è o è stata legata da relazione affettiva con la persona offesa, se questi vengano a trovarsi in condizione di bisogno.