L’AQUILA – Tutt’altro che fruttato, sarà un Vinitaly molto aspro quello per l’Abruzzo, che si presenta alla più importante manifestazione del settore, quella di Verona, senza i giornali web, esclusi con mossa avventata e poco lungimirante dall’assessore regionale alle Politiche agricole Mauro Febbo, che non ha voluto sentire ragioni, nemmeno quelle più equilibrate e cordiali.

Nei giorni scorsi ci sono state polemiche a non finire per questa evidente discriminazione, sollevate oltre che dalle stesse testate anche dal capogruppo all’Emiciclo dell’Italia dei valori, Carlo Costantini, e dal consigliere Cesare D’Alessandro.

Una mossa, quella della Regione, che ha fatto fuori l’informazione libera, indipendente e spesso critica nei confronti dell’amministrazione regionale e della politica in generale, e che priva l’Abruzzo di una vetrina visibile in tutto il mondo, caratteristica che solo Internet può offrire.

Meglio parlare al microfono senza contraddittorio e comparire in video, devono aver pensato gli oculati esponenti della direzione Politiche agricole, anche se Febbo nella sua difesa d’ufficio ha glissato: “Gli unici che stanno in vetrina sono i nostri produttori”.

Sarà. Fatto sta che dopo l’esclusione delle testate online dal bando per poter accedere alle agenzie di stampa, riparata solo dopo una sollevazione dell’intera categoria, arriva quest’altra tegola da una Regione meno tecnologica di quello che si pensava, e meno male che il governatore, Gianni Chiodi, è un patito di Facebook.

In ogni caso la comitiva abruzzese alla fiera presenta numeri interessanti e in crescita rispetto al 2011.

La grande area Abruzzo al Vinitaly è ubicata nel padiglione 11, nel quale trovano posto tutte le 87 aziende vitivinicole partecipanti, più dell’anno scorso quando il pallottoliere si era fermato a 80.

Di queste, 55 sono organizzate nell’ambito dei due consorzi: il Consorzio di tutela Vini d’Abruzzo e il Consorzio di tutela Colline Teramane Docg. Altre 32 aziende disporranno come di consueto di stand propri.

Seguendo il percorso avviato lo scorso anno alla Regione e al Centro interno delle Camere di commercio spetterà il compito di coordinamento le aree istituzionali, compreso il grande spazio dedicato all’Enoteca regionale d’Abruzzo, che accoglie i visitatori con il suo grande bancone, mentre ai due Consorzi di tutela è stata affidata la parte promozionale e del programma delle degustazioni.

L’aera abruzzese del Sol, Salone internazionale dell’olio d’oliva, conta invece su circa 500 metri quadrati dove trovano posto 28 aziende olearie, una in più dell’anno scorso.

“Per i nostri vini è un momento importante e storico – sostiene il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ospite dell’evento veronese – Con la firma del Protocollo d’intesa, avvenuta nei giorni scorsi, con Regione Toscana e ministero delle Politiche Agricole, abbiamo finalmente posto le basi concrete per avviare, dopo 40 anni, un percorso comune che punti alla protezione e corretta informazione sulle due denominazioni legate alla menzione Montepulciano”.

“In questo modo – ha aggiunto Pagano – si sancisce ufficialmente che il ‘Vino nobile di Montepulciano’ e il ‘Montepulciano d’Abruzzo’ sono diversi tra loro, non solo sotto il profilo delle caratteristiche organolettiche, ma anche per le peculiarità dei relativi disciplinari”.

“Il Vinitaly rappresenta una vetrina straordinaria per i prodotti della nostra terra”, conclude Pagano. Peccato tenerla fuori dalla Rete.