CHIETI – Esultano i lavoratori di Villa Pini.
Il Consiglio di Stato ha sciolto le riserve e assicurato che tutte le cliniche dell’ex gruppo Angelini hanno diritto all’accreditamento per le prestazioni sanitarie che una sentenza del Tar gli aveva tolto a fine 2011.
La curatela fallimentare, nelle mani di Giuseppina Ivone, insieme alla Regione Abruzzo aveva subito proposto ricorso contro la sentenza del Tar al Consiglio di Stato che aveva concesso la sospensiva.
Fino a quando non è arrivato il giudizio di merito sono rimasti tutti con il fiato sospeso, sia i circa 1.000 dipendenti del gruppo, che rischiavano di perdere il posto di lavoro, sia il Policlinico di Abano Terme che nel frattempo aveva avuto in affitto Villa Pini.
Dopo le difficili vicende che hanno portato al fallimento nel 2010 e il conseguente periodo di cassa integrazione, questa nuova insidia sembrava veramente troppo.
Il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’accreditamento era stato proposto (tra l’altro un giorno prima della prima asta che, infatti, andò subito deserta) dalle cliniche private concorrenti.
Il Tar aveva dato loro ragione, fondando la propria sentenza sull’articolo 7 bis della legge per l’accreditamento, per cui se non vengono pagati gli stipendi ai lavoratori l’accreditamento va revocato.
Ai lavoratori è sembrata una grandissima ingiustizia il fatto che un articolo di legge messo a tutela dei posti di lavoro (perché in un certo qual modo voleva costringere il datore di lavoro a far pagare gli stipendi ai dipendenti), si rivoltasse ora contro di loro.
Intanto Villa Pini, per cui è andata deserta anche la seconda asta, resta in affitto del Policlinico di Abano Terme fino al prossimo 31 marzo. Si attende però una nuova asta e questa volta, senza più i dubbi sull’accreditamento, le cose potranno andare in maniera diversa.






