L’AQUILA – A due giorni dalla tragedia di Genova non si placa la preoccupazione degli abruzzesi per la sicurezza dei viadotti sulle autostrade A24 e A25, gestite dalla società Strada dei Parchi, che fa parte del gruppo industriale dell’abruzzese Carlo Toto.
Scoppia intanto la polemica sulle parole del ministro Danilo Toninelli che ha dichiarato di voler “togliere il segreto di Stato sulle concessioni autostradali”, dopo aver negato per otto mesi ai sindaci impegnati nella lotta ai rincari autostradali di leggere quella relativa ai due tratti, nonostante la formale richiesta di accesso agli atti.
L’associazione di consumatori Codacons, in una nota, in cui diffida i prefetti di Pescara e L’Aquila, chiede “il blocco dei mezzi pesanti su alcuni cavalcavia e viadotti della regione per 30 giorni, per dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura, impiegando il genio militare”.
AbruzzoWeb ha raccolto segnalazioni da tutte le province abruzzesi, andando a fotografare alcune delle zone considerate più a rischio, anche alla luce del’età dell’autostrada, la cui costruzione è iniziata negli anno Sessanta, quando le esigenze e il traffico sulle arterie erano profondamente differenti.
Paura ed apprensione corrono sul web con centinaia di post di utenti da tutt’Italia che si dicono angosciati, alla luce dei tragici eventi sulla A10, dello stato di salute delle autostrade. In particolare in Abruzzo, regione altamente sismica e, stando agli ultimi dati, ad elevato rischio idrogeologico, sono tantissimi i cittadini che su Facebook si rivolgono ad amministratori locali e associazioni di categoria per richiedere verifiche in merito.
Le immagini di fatto sembrano smentire le dichiarazioni di Mauro Fabris, vice presidente di Strada dei Parchi, che oggi ha tranquillizzato i cittadini dicendo che “le autostrade sono sicure” e confermano, invece, le notizie trapelate da fonti tecniche interne alla stessa società privata che gestisce le due arterie, che ieri hanno lanciato l’allarme dicendo che anche in Abruzzo si potrebbe ripetere la tragedia di Genova.
L’allarme lanciato, oltre che dai cittadini, da Legambiente Abruzzo, trova riscontro su alcune aree in particolare: i viadotti dell’A24 allo svincolo per Tornimparte e Casale San Nicola dell’autostrada A24 all’altezza dell’accesso del traforo del Gran Sasso sul versante teramano, sulla A25 di Popoli, per lo svincolo di Bussi. In questi tratti, i piloni appaiono rovinati, in alcuni punti i ferri sono scoperti e si notano diverse infiltrazioni di acqua.
Una situazione già nota, tanto che nel 2017, Vincenzo Tassoni, presidente dell’organizzazione nazionale per gli infortuni sul lavoro e responsabile territoriale dell’Unione per la difesa dei consumatori, aveva denunciato “le gravissime condizioni strutturali in cui versano alcuni pilastri del viadotto Casale San Nicola dell’A24”, la stessa segnalata oggi tra quelle che maggiormente preoccupano i cittadini.
“Il problema è molto serio e visibile a tutti, sicuramente non ci sarà un’emergenza vera e propria oggi, ma lo stato delle cose non promette nulla di buono, bisogna eseguire delle attente verifiche su tutti i viadotti d’Abruzzo. Dalla segnalazione dell’anno scorso nulla è cambiato, e la pericolosità dei viadotti è evidente”, spiega Tassoni.
Intanto, i sindaci e gli amministratori di Lazio e Abruzzo, impegnati nella lotta al ‘caro pedaggi’ e per il mantenimento della sicurezza nei tratti autostradali A24/A25, esprimono profondo cordoglio per l’immane tragedia che ha colpito la città di Genova.
Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli (L’Aquila) e portavoce dei primi cittadini impegnati nella lotta ai rincari sulle autostrade A24 e A25, in una nota afferma che “in questo tragico momento di dolore, si stringono alle famiglie delle vittime e dei feriti. Sin da ora rendono noto che nella manifestazione programmata per il 19 settembre 2018, presso il piazzale del ministero dei Trasporti a Roma, saranno presenti con il lutto al braccio e osserveranno un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime di questo triste evento”.
Dopo numerosi sit-in, incontri a più livelli e una petizione online lanciata da Enzo Di Natale, sindaco di Aielli (L’Aquila), che in poche settimane ha superato 100 mila firme, gli amministratori locali si sono rivolti al legale Enrico Michetti per una nuova richiesta di accesso agli atti, accolta solo parzialmente dal Ministero, che gli ha negato una copia della concessione autostradale.
Dopo i fatti di Genova, però, il Ministro Toninelli ha dichiarato di voler togliere il segreto di Stato dalle concessioni, scatenando l’ira dei sindaci.
“È vergognoso dover aspettare queste tragedie per poter avere un minimo di attenzione, adesso si può fare tutto, fino a ieri non si poteva fare nulla”, tuona Nazzarro ad AbruzzoWeb.
“Noi chiedevamo solo una copia della convenzione proprio per verificare il rispetto di tutte le normative sulla sicurezza da parte del concessionario, diritti, ma anche doveri scritti nero su bianco che ci sono stati negati”, conclude.





