PESCARA – “Penso che chiudere a Pescara una fondamentale arteria di collegamento viario come Corso Vittorio sia una scelta sbagliata”.

Lo scrive sul suo profilo Facebook il direttore politico di AgorAbruzzo, Nazario Pagano, presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, intervenendo sull’ipotesi di chiusura al traffico di Corso Vittorio Emanuele avanzata dall’amministrazione comunale pescarese.

“Quando ebbi la responsabilità dell’assessorato alla Mobilità urbana – scrive Pagano – compresi che il problema del traffico a Pescara era rappresentato dalle difficoltà legate all’attraversamento della città da Nord a Sud e viceversa.

“Chiudere al traffico privato non residenziale strade perpendicolari alla riviera non rappresenta un problema per lo spostamento delle persone, ma chiudere la strada più importante della città, parallela alla riviera, può costituire un’enorme disagio per la qualità della vita dei pescaresi e un brusco freno per le attività economiche della città. Non sarebbe stato meglio un maggiore coinvolgimento dei cittadini per una scelta di così forte impatto sociale?”.

ACI: “TANTI I DISAGI PER CHIUSURA CORSO”

“Un’opera complessa, di lunga realizzazione e che comporterà nell’immediato gravi disagi alla circolazione e alle attività commerciali e di servizi che invece si vogliono rivitalizzare”.

Così l’Automobile Club Pescara, in una nota, definisce l’ipotetica chiusura al traffico veicolare di corso Vittorio Emanuele avanzata dall’amministrazione comunale.

“Bene avrebbe fatto l’Amministrazione – osserva l’Aci – a redigere un piano del traffico e della sosta adeguato alle esigenze di una città ogni giorno raggiunta da migliaia di persone”.

“Non conosciamo il progetto, che non ha visto coinvolto l’Automobile Club Pescara, per cui aspetteremo di conoscerlo nei particolari prima di esprimere una valutazione. Sul metodo, però – prosegue la nota – riteniamo che l’Amministrazione interviene con provvedimenti senz’altro parte di un’idea di mobilità ben ponderata e studiata nei particolari, ma che certamente non rientra nel piano del traffico che, al momento, sembra non essere stato adottato”.

Il piano del traffico, fa notare l’Aci, “ha il compito non solo di regolamentare la circolazione dei veicoli, ma fornire a tutti i cittadini la possibilità di utilizzare adeguatamente i mezzi pubblici e utilizzare parcheggi in zone strategiche senza intasare inutilmente le strade. Il nostro auspicato coinvolgimento nel dibattito non significa coinvolgere un Ente che difende solo gli interessi degli automobilisti, ma, come dimostrato da azioni intraprese dall’ACI in Italia, significa anche interpellare un Ente che ha interesse a difendere la mobilità di auto e pedoni in un contesto di sicurezza e tutela della salute”.