BUSSI SUL TIRINO – Solvay potrebbe lasciare il sito industriale di Bussi sul Tirino (Pescara) senza mantenere l’impegno di mettere in sicurezza le aree interne all’ex polo chimico e bonificare quelle esterne al sito dove dovrebbe insediarsi la Unichimica Filippi.

È quanto trapela da una missiva che il sindaco Salvatore Lagatta ha inviato tra gli altri al Ministero dell’Ambiente e alla procura della Repubblica di Pescara, nella quale vengono cristallizzate alcune preoccupazioni.

Tutto scaturisce da una lettera che la società belga ha inviato al Ministero nella quale, scrive Lagatta, “non si fa mai riferimento alla messa in sicurezza delle aree interne (ex Medavox), argomento scomparso anche dalle note del Ministero”, e dalla quale, anzi, emerge che la Solvay “avendo ricevuto indicazioni divergenti dalle amministrazioni coinvolte (Ministero e commissario di governo) si ritiene libera di proseguire nell’opera di realizzazione del capping”, già intrapresa e considerata dal sindaco “una inutile spesa che tra l’altro raddoppierà, in quanto dovrà poi inevitabilmente essere rimosso”.

Alla Solvay, secondo quanto ricostruisce Lagatta nella missiva, indirizzata tra gli altri anche al presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti Alessandro Baratti, al commissario straordinario Adriano Goio, all’Arta e alla Asl di Pescara, sono infatti arrivate due comunicazioni contraddittorie: il 16 novembre scorso quella di Goio che chiede, in modo “vincolante”, l’immediato stop delle attività di capping, visto che le stesse saranno interessate dalla bonifica, e il 30 dicembre quella del Ministero che invece specifica come quelle opere “potranno essere interrotte solo se le attività di bonifica sono incipienti, rendendo noto inoltre di non essere a conoscenza dei progetti commissariali”.

“Fino ad ora – spiega il sindaco – Solvay ha sempre dichiarato la propria disponibilità a farsi carico del costo di 6 milioni di euro relativo alla messa in sicurezza in modo da renderle disponibili per la reindustrializzazione, in sostituzione dell’attività relativa al cosiddetto capping nelle aree esterne”.

La società sta però procedendo proprio a quest’ultimo intervento, il che fa ritenere che l’impegno per le aree interne potrebbe venire meno. Un’opera essenziale per consentire la reindustrializzazione e di cui la società aveva garantito che si sarebbe fatta carico.

Il 18 marzo, intanto, scade il bando per la bonifica pubblicato a dicembre dal commissario Goio, nel quale sono comprese anche le aree esterne oggetto dell’intervento di Solvay.

Lagatta torna poi a puntare l’indice sul “perdurante ed ingiustificabile ritardo che rischia di vanificare il rilancio produttivo dell’area”, nella sottoscrizione dell’accordo di programma, per la quale il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha convocato la conferenza dei servizi per il 21 marzo prossimo a Pescara. (m.sig.)