AVEZZANO – “Sono molto contento di essere stato proclamato parlamentare della Repubblica, una cosa improvvisa ed inaspettata. Per chi come me fa politica da anni, arrivare a ricoprire questa carica è motivo di orgoglio e responsabilità. Uno stimolo in più per andare avanti”.

Così Massimo Verrecchia, neodeputato dopo le dimissioni dell’onorevole Filippo Piccone.

La reale motivazione che ha spinto quest’ultimo a lasciare Montecitorio è ignota, visto che è risultato irrintracciabile al telefono.

Secondo quanto appreso, la staffetta rientrava in un patto con il primo dei non eletti, a lungo suo braccio destro e oggi capo della segreteria del sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, anche se questo avvicendamento sarebbe dovuto avvenire ben prima e non ad appena tre mesi dalla fine della legislatura e a poche settimana dallo scioglimento delle Camere.

Piccone, che vanta il record di assenteismo in aula, ufficialmente ha giustificato la decisione di lasciare Montecitorio con motivi familiari e per impegni lavorativi.

Durante il periodo che separa dalle elezioni, seppur breve, Verrecchia percepirà comunque tutti i benefit parlamentari, a partire dallla lauta indennità.

Le dimissioni di Piccone sono state ratificate ieri pomeriggio con voto segreto alla Camera dei deputati (presenti 328: maggioranza 165, favorevoli 188, contrari 140).

Il deputato di Celano (L’Aquila), di cui è stato sindaco e ora è vice sindaco, è primo dei non eletti all’Europarlamento, dove potrebbe fare il suo ingresso proprio dopo le elezioni politiche se Lorenzo Cesa, in odore di candidatura, dovesse essere eletto al Parlamento italiano e lasciare quindi Bruxelles. (red.)