PESCARA – I partecipanti al concorso per operatore socio sanitario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila hanno sfilato stamattina a Pescara per chiedere alla Regione “la verità” su quanto accaduto il 28 luglio scorso, durante le prove scritte al palaghiaccio di Roccaraso.
Domani intanto il Tar si pronuncia sul ricorso che chiede l’annullamento del concorso, presentato da una partecipante e supportato da un centinaio di concorrenti che hanno denunciato una serie di irregolarità, come la possibilità di entrare e uscire dall’aula durante lo svolgimento della prova, la possibilità di utilizzare i telefoni cellulari e di cambiare la risposta alle domande del questionario prima della consegna.
Dopo le polemiche, intanto, la Asl attraverso una delibera del direttore sanitario Maria Teresa Colizza, facente le funzioni di direttore generale, ha ampliato a 105 il numero di posti da assegnare.
Molti concorrenti sono dipendenti dell’azienda sanitaria da diversi anni, e non avendo superato il concorso rimarranno senza lavoro. “Il 31 marzo ci scade il contratto, lavoro al pronto soccorso dell’Aquila da 4 anni, la mia vita lavorativa finisce tra un mese”, dice ad AbruzzoWeb Eleonora Iacopino, 53enne, oggi in piazza a Pescara, una dei 100 precari che rimarrà senza lavoro.
Il corteo, partito da Piazza Sacro Cuore, si é concluso in Piazza Italia davanti a Palazzo di Città dove oggi è convocato il Consiglio regionale.
I lavoratori con fischietti e al grido “lavoro” hanno marciato per oltre un’ora. Il corteo che ha attraversato il centro cittadino e corso Vittorio Emanuele, ha creato disagi al traffico e al transito dei mezzi pubblici, rimasti bloccati. I manifestanti sono poi rimasti per alcuni minuti in strada nei pressi dell’incrocio fra Corso Vittorio e Piazza Italia prima di arrivare in Comune cantando l’Inno di Mameli.






