L’AQUILA – Non c’è proprio un bel niente da dire. Ho provato a parlare mentre guidavo la Giulietta Spider tra le colline piene d’autunno, ma mi sono reso conto che mi interrompevo ogni due parole per guardarmi intorno, per capire come accompagnare le gomme sottili sull’asfalto scivoloso e sfruttare il piccolo motore in salita.

Non valeva la pena ripetere le solite banalità trite e ritrite sul fascino della vecchia Alfa che ha conquistato l’America, sulla leggenda della spider compatta più bella mai costruita a Milano e nel mondo, combattuta forse solo dalla Jaguar E-type con tutt’altre pretese.

Non serviva sottolineare che è rarissimo trovarne una nera come questa, che è una seconda serie del 1960, e che è l’auto scelta da Dino Risi per Il sorpasso, sua opera maggiore del 1962, sostituita all’ultimo momento da una Lancia Aurelia e visibile solo nelle prime locandine. Non serve dire adesso che Dolce & Gabbana l’ha scelta per il suo ultimo spot diretto da Martin Scorsese, affiancandola alla bellezza di Scarlett Johansson.

Tutti sanno che cosa abbia voluto dire questa spiderina per l’Italia durante i suoi oltre 50 anni di vita, ma nessuno sa che cosa abbia voluto dire per me.

Adesso, con calma, passato l’attimo, posso riflettere sull’esperienza di guida più rilassante degli ultimi cento anni. Qualche settimana fa gridavo combattendo con la coda ballerina di una Gt junior elaborata, con i nervi tesi lungo tutto il corpo.

Sulla Giulietta invece, silenziosa ed elegante, ho scoperto che non mi piacciono solo le ragazzacce da pista, cosa per me non del tutto scontata, anzi, piuttosto sorprendente. Mi sono trovato talmente bene (dopo aver capito come non inchiodare a ogni frenata a causa del servofreno ipersensibile) che mi sono domandato: “Potrei comprare una macchina lenta e silenziosa come questa per potermi rilassare così ogni volta che ne ho voglia”?

La risposta è no. Ma proprio per questo, proprio perché per me è stata una piacevolissima novità, ho potuto godermi il momento come non credevo possibile. Antidepressivo.

È stato forse il primo ottobre dopo ventisei, che l’estate mi è mancata un po’ di meno, almeno per un giorno.

Quindi se avete problemi con l’inverno come li ho io, cercate una strada piena di foglie gialle e rosse che cadono e, forse, una Giulietta spider, una sciarpa calda e un paio di guantini, potrebbero essere la soluzione perfetta.