VASTO – Un italiano originario della zona di Vasto, nella provincia di Chieti, Domenico Antonio Battista, 51 anni, è stato ucciso a colpi di pistola in Germania, davanti al suo ristorante-pizzeria.
L’omicidio, secondo le prime informazioni, è avvenuto sabato notte nella località dove Battista aveva aperto la sua attività, a Nieirstein, in Renania vicino Mainz. Ben 17 sarebbero stati i colpi sparati contro Battista per una vera e propria esecuzione, forse per vendetta.
La Polizia tedesca ha fermato un 36enne del posto, sospettato di essere l’esecutore. Secondo quanto affermato dalla procuratrice generale Andrea Keller, che dirige le indagini sulla vicenda, l’uomo è di nazionalità italiana. Al momento è l’unico indagato, non è residente nella zona e finora non ha parlato.
Sul profilo Facebook di Battista compaiono tanti commenti di cordoglio e immagini di chi sul posto ha organizzato anche una veglia.
Il suo ultimo commento con una foto che ritrae un dolce è del 27 novembre scorso, due giorni prima di essere ucciso.
I funerali saranno celebrati a Vasto nella parrocchia di Santa Maria Maggiore.
RAFFICA DI COLPI, UNO AL CUORE
Una quindicina i colpi esplosi contro l’ingresso del ristorante-pizzeria ‘La Casa’ a Nierstein in Germania del ristoratore abruzzese, Domenico Antonio Battista, 51 anni.
Uno dei colpi – secondo la testimonianza dei familiari, lo avrebbe raggiunto al cuore, colpendolo mortalmente.
Battista era originario di Lentella un paesino dell’entroterra del Vastese.
La sua famiglia vive a Vasto (Chieti) dopo che suo padre Egidio e sua madre Concetta erano partiti agli inizi degli anni ’60 alla volta della Germania a Magonza non molto distante da Nierstein.
GLI INQUIRENTI: “INDAGINI IN OGNI DIREZIONE”
“La polizia sta indagando in tutte le direzioni e al momento non è esclusa nessuna pista”, nemmeno quella della criminalità organizzata mafiosa.
Lo ha detto la procuratrice generale Andrea Keller, che dirige le indagini sull’uccisione.
Battista, ha spiegato la Keller, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco esplosi fuori dal suo locale, verso l’interno.
“È l’unica persona colpita – ha detto – non ci sono altri feriti, ma non possiamo ancora dire se è stato un omicidio mirato”.
La Keller non ha potuto specificare quante pallottole abbiano raggiunto la vittima 51enne, né se siano state più armi a sparare: “I risultati dell’autopsia non sono ancora completi e non possiamo dare indicazioni”.
Quanto al 36enne arrestato, “conosceva personalmente la vittima, ma per quanto ne sappiamo non lavorava nel ristorante”.
PADRE E NIPOTE IN GERMANIA
È partito assieme a un nipote alla volta della Germania Egidio Battista, papà di Domenico Antonio ucciso a colpi di pistola sabato sera davanti al suo ristorante-pizzeria a Nierstein.
È andato a raggiungere l’altro figlio, Mario, con il quale la vittima gestiva il locale, per riportare a casa la salma.
A mantenere i contatti da Vasto (Chieti) è la moglie Concetta che con la figlia Marcella aspettano notizie nella loro abitazione in via Sant’Anna, dove è iniziato il viavai di parenti e amici.
“Vi prego in questo momento lasciate mio figlio Mario in pace che è pieno di dolore – ha tenuto a dire questa mattina la signora Concetta – perché lui è distrutto. È stato interrogato dalla polizia e ora – ha detto all’Ansa – è in attesa con mio marito che venga restituito il corpo di mio figlio”.
“Ora non posso dire se domani o dopodomani, bisogna solo aspettare. Non posso dirvi il giorno perché non lo so nemmeno io che sono la mamma”.
E ha aggiunto: “I malviventi stanno da tutte le parti, qui come in Germania. Non so di che nazionalità è l’assassino di mio figlio, che sia un italiano o un tedesco deve pagare per quello che ha fatto a mio figlio e basta”. In Germania la vittima viveva con una compagna, mentre Mario è sposato con una tedesca ed è padre di due figli.
LA MADRE: “VOGLIO SAPERE LA VERITA'”
“Voglio sapere la verità sulla morte di mio figlio Domenico, nessuno me lo può ridare, ma voglio sapere perché lo hanno ucciso in questo modo”.
È il dolore di Concetta, mamma di Domenico Antonio Battista.
“Gli ho sempre detto di stare attento e di essere prudente. Ed ora me lo hanno ucciso”, prosegue la mamma del ristoratore abruzzese ucciso.
“Mi chiamava regolarmente ogni settimana, almeno due o tre volte. L’ultima volta – racconta ancora la signora Concetta – l’ho sentito lo scorso giovedì”.




