VASTO – “Se in una delle tante buche della città cade Angela Pennetta si rompe il femore perché è molto pesante”.
Una frase infelice quella pronunciata in Consiglio comunale a Vasto da Davide D’Alessandro della Lega, un’allusione all’aspetto fisico della responsabile del Comitato civico L’Arcobaleno, l’avvocato Angela Pennetta, un’uscita che, secondo quanto appreso, potrebbe significare anche l’espulsione dal partito, ipotesi al vaglio dei vertici della Lega.
E per questa frase, D’Alessandro è stato pubblicamente redarguito dal presidente del consiglio comunale Mauro Del Piano e sul caso è intervenuto il presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo Gemma Andreini: “Questo triste episodio ci dà l’occasione per riflettere ancora una volta sull’attenzione che si presta all’immagine di una donna e non al suo valore”.
Di “offese gratuite” parla l’interessata che in queste ore sta ricevendo molti messaggi di solidarietà, fra cui quello della Andreini e della consigliera regionale della Lega, Sabrina Bocchino, dopo aver incassato nell’imminenza dei fatti quello personale del sindaco Francesco Menna.
“Mi hanno appena riferito che il solito consigliere comunale della lega Davide D’alessandro mi ha offeso nell’assise civica dicendo testualmente: ‘se in una delle tante buche della città cade Angela Pennetta si rompe il femore perché è molto pesante’. Per questa offesa gratuita – spiega Pennetta in un post pubblico su Facebook – è stato pubblicamente redarguito dal presidente del Consiglio comunale, che ringrazio vivamente”.
“Queste offese tendenti ad augurarmi un male fisico – sottolinea – sono vergognose e il suo stesso partito nonché la consigliera Alessandra Cappa dovrebbe dissociarsi da questo modo puerile e vigliacco di fare ‘politica’ di D’alessandro. Certo si è che gli do proprio fastidio per arrivare ad augurarmi un male fisico”. A
“Voi cari cittadini lascio i commenti su questo personaggio che ha davvero poco da fare se dedica il suo tempo al mio femore che peraltro gode di ottima salute”.
L’episodio ha avuto risonanza anche a livello regionale, diventando un vero e proprio caso politico.
“Ho letto con attenzione e un forte fastidio quanto mi è stato segnalato, avvenuto non in un asilo, ma in un luogo delle istituzioni – commenta Andreini – rimango basita dalle espressioni insulse e affatto divertenti. Mi conforta, però, il coro unanime di dissenso che si è levato perché ci fa ben sperare sull’intento di isolare questi soggetti e dissociarsi da questi offensivi comportamenti”.
“Non conosco Angela alla quale va la mia personale solidarietà e quella della Commissione – prosegue Andreini – ma da quello che ho letto è una vera guerriera che sono certa uscirà fortificata da queste ridicole e patetiche offese, per le quali esorto D’Alessandro a porgere le sue scuse e riconquistare la dignità indispensabile nel mondo della politica e in tutta l’intera società”.
“Riflettano questi soggetti sull’esempio che trasmettono alle nuove generazioni”.





