VASTO – “La Ecoexport Srl, agli atti dell’Ente, non risulta assegnataria di immobili nell’agglomerato industriale di Punta Penna a Vasto, né autorizzata all’esercizio dell’attività indicata in oggetto, né per altra attività”.

È quanto si legge in una nota inoltrata via pec dall’Arap (Azienda regionale attività produttive) al Comune di Vasto in riferimento al progetto di “carico e scarico di combustibile da rifiuti solidi (Cdr) con stoccaggio temporaneo dello stesso nella zona industriale di Punta Penna” della Ecoexport srl. 

Un impianto di stoccaggio di combustibile da rifiuti solidi da 45 mila tonnellate l’anno che dovrebbe affacciarsi a ridosso della Riserva naturale di Punta Aderci, in prossimità del Sito di interesse comunitario (Sic).

“Il 7 maggio l’Arap ha inviato un vero e proprio cartellino rosso per l’attuale procedimento. E non ci sono state novità nelle settimane successive”, spiega Augusto De Sanctis della Soa (Stazione ornitologica abruzzese). Parla del richio di un progetto “fantasma”, il consigliere regionale di Sinistra italiana Leandro Bracco: “Una società che presenta un progetto per lo stoccaggio di combustibile derivante da rifiuti solidi. Peccato però che la società medesima pare non essere assegnataria di alcuna area nella zona industriale nella quale vorrebbe realizzare l’impianto. Com’è possibile che il Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo, il quale sta conducendo l’istruttoria, abbia trascurato questa gravissima carenza documentale?”.

Attualmente il progetto è in fase di Vinca (valutazione di incidenza ambientale), procedimento necessario per la vicinanza alla Riserva, sottoposta a vincolo idrogeologico, che si estende dalla spiaggia di Punta Penna. Ma la nota dell’Arap invita a “sospendere la procedura in questione e ad acquisire, nell’ambito del procedimento in oggetto, il necessario provvedimento autorizzativo di competenza di quest’Arap”. 

Nella nota scritta del 3 Agosto il direttore generale dell’Arap ha dunque sottolineato che “alla data odierna detta nota non ha avuto riscontro, né risultano pervenute richieste di assegnazione di aree da parte della succitata Società”.

“Ci domandiamo allora come è possibile che, nonostante l’invito di maggio a sospendere il procedimento, sia stata avviata la procedura di Vinca – chiede De Sanctis -. Seguendo quanto messo per iscritto dall’Ente regionale per le zone industriali la procedura di Vinca va immediatamente interrotta, per essere fatta ripartire solo dopo l’acquisizione del ‘necessario provvedimento autorizzativo di competenza’ dell’Arap. Una richiesta che è già stata presentata da Arci e Italia Nostra con una nota scritta inviata al Comune come ‘osservazione’ al procedimento di Vinca”.

“Non c’è traccia – sottolinea Bracco – di nessun titolo relativo al capanno ‘prefabbricato in cemento armato precompresso per una superficie complessiva di 10.310 metri quadrati’ cui si fa riferimento nella documentazione presentata dalla società. Il fatto appare gravissimo anche perché questa circostanza, da alcuni mesi, è stata segnalata dall’ Arap medesima. Come può essere stato possibile che il Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo (che sta conducendo l’istruttoria ai fini dell’autorizzazione) abbia trascurato tale rilevante carenza documentale, peraltro formalmente evidenziata dalla stessa Arap? E per quale motivo il Comune di Vasto non ha sospeso la procedura di Valutazione d’incidenza ambientale?”. 

“Tralasciare la disamina di rimarchevoli elementi documentali – osserva Bracco – appare un fatto inammissibile anche rispetto ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione che non può essere chiamata a valutare progetti che potrebbero risultare ‘fantasma’. Per non parlare poi, una volta autorizzato il progetto, del concetto di responsabilità. Nell’eventualità si verificassero incidenti, a chi potrebbe infatti essere contestato il principio del ‘chi inquina paga’? Oltre a chiarire i fatti in ogni propria sfaccettatura – conclude Leandro Bracco – chiedo che il progetto venga rigettato senza ulteriore perdita di tempo”.

Il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni scadrà il 27 agosto, dopo la proroga dovuta alla non pubblicazione online di diversi documenti.