L’AQUILA – Il ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Valeria Fedeli, inaugura lunedì 11 settembre a Teramo la struttura di ricerca dell’osservatorio astronomico dell’Inaf (Istituto nazionale di Astrofisica), uno dei dodici osservatori pubblici italiani, diretto da Roberto Buonanno.
“Sono lieto di accompagnare il ministro, che ha accolto il mio invito e che mi gratifica della sua amicizia, alla importante inaugurazione dell’Inaf – afferma il professor Sergio Tiberti, dell’università dell’Aquila – la ministra è molto attenta alle problematiche del mondo accademico e sta lavorando molto bene, grazie al suo lavoro sta acquisendo tutta una serie di soddisfazioni e gratificazioni da parte delle università e delle strutture di ricerca”.
Tiberti, che ha aderito allo sciopero dei professori indetto dal Movimento per la dignità della docenza universitaria, ritiene poi che sia “assolutamente assurdo che i professori non abbiano avuto alcun riscontro circa gli scatti di carriera, che sono stati dati a tutti meno che ai docenti”.
“Non dubito – dice a proposito della principale rivendicazione – che il ministro prenderà con decisione e intelligenza la controversia sindacale e la risolverà per il meglio, ricordo che ha una grande esperienza di sindacalismo”.
A proposito della decisione del Tar che ha annullatto l’accesso programmato ad alcuni corsi dell’università di Milano, Tiberti ritiene infine che sia “una sentenza molto singolare, perché i giudici amministrativi si devono mettere in testa che gli studenti devono poter frequentare e molti corsi hanno la frequenza obbligatoria, quindi aprire a a tutti significa non aprire a nessuno”.
“Se le università non hanno strutture e personale, docente e non docente, non si capisce gli studenti cosa si iscrivono a fare, già sappiamo che gli studenti che veramente frequentano sono una minima parte di quelli iscritti, all’Aquila ad esempio secondo alcuni dati solo 4mila su oltre 20mila iscritti. Allora – conclude il prof – l’università deve riscattarsi da questa volontà di liceizzazione, e tornare ad assumere un ruolo importante nell’accademia italiana, ma questo si ottiene con strutture, strumenti, aule, docenti, personale”. (m.sig.)





