L’AQUILA – Il docente dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti non diffamò l’ex rettore dell’Ateneo del capoluogo, Ferdinando Di Orio.
Il giudice di Pace del tribunale dell’Aquila Sonia Lustri, nei giorni scorsi ali termine di una infuocata udienza e di un lungo processo, ha assolto il professor Tiberti con formula piena “perché il fatto non costituisce reato” dall’accusa di diffamazione nei confronti di Di Iorio.
I fatti risalgono al gennaio 2016: alcuni giorni dopo la condanna in primo grado da parte del tribunale di Roma dell’ex rettore a 3 anni di reclusione per induzione indebita nei confronti di Tiberti che aveva denunciato le vessazione ed innescato il processo, lo stesso Tiberti ha inviato una pec alla rettrice dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, con la quale ha trasmesso la sentenza, già diffusa dai media, definendo Di Iorio “pre-giudicato”.
Successivamente, la rettrice ha sospeso l’ex rettore dalla cattedra di Storia della medicina e dallo stipendio, in attuazione della legge Severino e di un parere dell’avvocatura dello Stato.
Du Orio ha presentato una querela nei confronti di Tiberti lamentando una “lesione della sua reputazione” proprio per l’invio della mail. Per i giudici non c’è stata violazione di legge.
“Nel corso dell’istruttoria dibattimentale Di Iorio ha sostenuto che a seguito della mail inviata alla rettrice avrebbe ricevuto un danno a livello professionale e che ci sarebbero state delle chiacchiere anche nei corridoi dell’università in merito alla definizione della parola pre-giudicato, usata dal nostro assistito invece nel senso letterale del termine – spiegano i difensori di Tiberti, gli avvocati Felice Cantaro e Giorgio Tamburrini, del foro di Roma -. Nel corso del processo è stato dimostrato che la mail era stata inviata soltanto alla rettrice e al solo di fine di sollecitare l’esercizio del potere disciplinare nei confronti dell’ex rettore; mancava in altri termini l’elemento costitutivo del delitto di diffamazione costituito dalla divulgazione della notizia a 3 o più persone”.
I legali hanno sostenuto anche che la notizia della condanna di Di Orio era stata riportata da numerose testate giornalistiche e che quindi non c’erano proprio i margini per la presunta lesione della reputazione.
Tra i due docenti, in passato in buoni rapporti, è in atto da anni una dura querelle legale e giudiziaria.
L’ex rettore è stato difeso dall’avvocato Francesco Valentini, del foro aquilano. (l.l.)




