L’AQUILA – L’Università dell’Aquila ha denunciato alla Procura della Repubblica un faker “che da diversi mesi diffonde notizie false e capziose sulle attività e l’operato del dipartimento di Scienze Umane, nascondendosi dietro nomi inventati e comitati che non esistono”.

Ad annunciarlo è Simone Gozzano, direttore del dipartimento e ordinario di Logica e Filosofia della scienza, tirato in ballo proprio in una lettera aperta dell'”impostore”, inviata anche alla redazione di AbruzzoWeb.

Nel carteggio una fantomatica Sara Lieta, che si qualifica come segretario del Comitato cittadino per la Trasparenza – L’Aquila, che denuncia che “un terzo dei fondi donati nel post-sisma 2009 dalla Fondazione Tim, in totale 150 mila euro, e destinati alla valorizzazione della Biblioteca provinciale della città, sono stati dirottati per finanziare ben due assegni di ricerca in Filosofia: così succede che due apprendisti filosofi, uno dei quali è allievo di Gozzano, che nulla sanno di biblioteche o di digitalizzazioni, già da qualche mese percepiscono 1.500 euro mensili”.

Smentisce ogni accusa il direttore del dipartimento, che spiega: “Siamo di fronte all’ennesima fake news. Da tempo ormai riceviamo mail anonime o firmate con un nome di fantasia che cercano di gettare discredito sul nostro operato. Per questo abbiamo denunciato il fatto alla Procura, che in collaborazione con la Polizia Postale dell’Aquila ha cercato di far luce, senza alcun riscontro purtoppo, sulla vicenda”.

L’autore o l’autrice di queste segnalazioni, infatti, non è stato rintracciato e “questo fa pensare che sia certamente un professionista”, sottolinea.

“La donazione in ogni caso non è stata dirottata, il progetto prevedeva due assegni di ricerca, lo scansionamento del patrimonio della Biblioteca e un progetto sulla trasformazione della cultura umanistica nell’era digitale. Era tutto scritto nero su bianco e la Tim ha deciso di accettare la nostra idea”, spiega ancora Gozzano.

“Ci sono state altre email simili, sempre costruite come fake news: ognuna ha la sua capziosità nel riscrivere e interpretare liberamente fatti assolutamente leciti. Ormai siamo abituati a queste cose ma, essendo la fake news un’evoluzione della calunnia, possiamo dire che c’è in atto un’attività di sciacallaggio contro l’Università dell’Aquila”, conclude. (a.c.p.)