L’AQUILA – “L’iter non è stato corretto, è oggettivo, è un fatto di legge. La professoressa Inverardi attribuisce al Consiglio di amministrazione un’etichetta dalla quale personalmente mi dissocio, è un cda di persone responsabili, con un ruolo di responsabilità nell’organo più importante nella governance. La rettrice è stata irrispettosa e la verità è che non c’è alcun motivo di puntare al numero chiuso, che porterebbe al tracollo della nostra università”.
Va giù dura contro Paola Inverardi la direttrice del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila, Maria Grazia Cifone, ormai allo scontro con la rettrice Inverardi per il caos ‘numero chiuso’ che si è venuto a creare dopo la riunione del Cda, controllato dall’ex rettore Ferdinando Di Orio, saltata due giorni fa per mancanza del numero legale, con il Senato accademico che ha tirato avanti da solo sulla presentazione dell’offerta formativa per l’anno accademico 2014-2015 che prevede, tra le altre cose, l’accesso programmato degli studenti per quattro corsi di laurea: Biologia, Biotecnologia, Psicologia e Scienze Motorie.
Le parole della Cifone, dioriana di ferro sconfitta alle scorse elezioni proprio dalla Inverardi, arrivano proprio nel giorno in cui scade il termine per presentare proprio l’offerta formativa, in una conferenza stampa nel blocco 11 del dipartimento di Medicina a Coppito, alla presenza dei membri del Senato accademico Fernanda Amicarelli, coordinatrice della sezione di Scienze biologiche e biotecnologiche, Maurizio Biondi, coordinatore di Scienze ambientali, Anna Maria D’Alessandro, rappresentante dei ricercatori e referente qualità, Carmine Marini, professore di Area clinica, Carla Tatone, presidente del Consiglio di Area didattica di Biotecnologie, Giordana Marcozzi, presidente del Consiglio di Area didattica di Scienze biologiche, e Simonetta D’Amico, presidente del Consiglio di Area didattica di Psicologia.
“In qualità di direttrice del Dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente (Mesva) – afferma la Cifone in una nota – è doveroso fare alcune precisazioni in merito alla proposta della rettrice Paola Inverardi di introdurre nel nostro Ateneo il numero chiuso nei Corsi di Laurea con il maggior numero di iscritti. Il Senato Accademico, come già noto, con il voto contrario dei Rappresentanti del mio Dipartimento, della Rappresentante del personale tecnico – amministrativo e bibliotecario, e dei rappresentanti degli studenti, ha votato a favore della proposta. È bene sottolineare che tre dei quattro corsi ‘interessati’ dalla proposta della Rettrice (Scienze biologiche, Biotecnologie, Scienze psicologiche applicate) sono di competenza del dipartimento che dirigo. Dopo tre ore di acceso dibattito sul numero chiuso e dopo una reiterata e convinta dichiarazione di assoluta contrarietà alla proposta della professoressa Inverardi, ho abbandonato l’aula perché l’iter procedurale seguito dalla Rettrice era in evidente contrasto con la Legge Gelmini, la numero 240 del 2010, che prevede che il Senato deliberi sui Regolamenti didattici di competenza dei Dipartimenti soltanto dopo avere acquisito il parere favorevole (vincolante) del Consiglio di amministrazione. Inoltre, come già denunciato dagli Studenti, non era stato richiesto al Consiglio Studentesco il necessario parere sancito dallo Statuto Univaq”.
IL RESTO DELLA NOTA FIRMATA DA MARIA GRAZIA CIFONE
È anche bene specificare che, mentre il Dipartimento Discab, diretto dal professor Edoardo Alesse, ha deliberato la proposta di introdurre il numero chiuso per il Corso di Scienze Motorie, il mio Dipartimento, all’unanimità, si è espresso contro il numero chiuso a Biotecnologie, Psicologia e Scienze Biologiche. È bene precisare che la posizione del mio Dipartimento (211 componenti) non e’ spinta solo da motivazioni di natura ideologica (diritto allo studio) e dal forte senso di responsabilità nei confronti del nostro territorio, ma anche dalla piena consapevolezza del possesso dei requisiti richiesti dal Ministero per il mantenimento per l’anno accademico 2014-2015 della medesima offerta formativa degli ultimi anni, senza alcun numero chiuso! La proposta della Rettrice, a mio parere, avrebbe dovuto coinvolgere il territorio e coloro che lo rappresentano, a tutti i livelli! E pensare che sono di questi giorni le dichiarazioni del ministro Stefania Giannini orientata ad abrogare il numero chiuso anche nei corsi programmati a livello nazionale (ad esempio, Medicina)!
È bene anche ricordare che l’Accordo di Programma siglato da Gelmini/Di Orio garantirà l’esonero dal pagamento delle tasse per tutto il primo semestre del prossimo anno accademico 2014/2015 ma, purtroppo, già a partire dal secondo semestre gli studenti saranno chiamati a pagare le tasse universitarie. Appare quindi ancor più infondata la proposta del numero chiuso che, da una parte, non tiene conto dell’Accordo di Programma ancora attivo che presuppone il rispetto delle condizioni che lo hanno generato, dall’altra non e’ aderente alle strategie definite nel piano di ricostruzione che vedono la centralità dell’Università nel rilancio dell’economia del nostro territorio. Il cda, convocato il giorno successivo (9 maggio) a quello del Senato, a maggioranza ha bocciato la proposta di introdurre il numero chiuso ritenendo evidentemente di voler rispettare la volontà del Dipartimento di competenza che, all’unanimità, si era già espresso contro la limitazione degli accessi e, nel contempo, di considerare del tutto inopportuna la proposta che avrebbe portato ad una forte riduzione nella nostra sede del numero degli studenti universitari da tutti considerato, insieme all’Università dell’Aquila in generale, fondamentale per il processo di ricostruzione e rilancio dell’economia del nostro territorio.
Ora, sorprendemtemente, ignorando del tutto il voto contrario del cda, la rettrice, ritenendo ‘schizofrenica’ la posizione assunta dalla stesso, ha convocato di nuovo gli Organi Accademici per il prossimo martedì 13 maggio con il medesimo punto all’ordine del giorno ovvero il numero chiuso. Al caos delle procedure seguite, oggettivamente in contrasto con la Legge, ora si aggiunge questa nuova, gravissima, decisione che lascia basiti…. E non solo all’interno dell’Università!
È l’addio alla democrazia?






