L’AQUILA – L’Università dell’Aquila non si è presentata parte civile all’udienza preliminare di ieri sui presunti affitti gonfiati per ricollocare alcune facoltà dopo il terremoto del 2009.
Secondo quanto si è appreso il consiglio di amministrazione dell’Ateneo avrebbe preso nella seduta del giorno precedente la decisione di non costituirsi.
Una circostanza che ha provocato polemiche in seno al gruppo di oppositori del rettore.
Ai microfoni di AbruzzoWeb minaccia infatti ricorsi alla magistratura il professor Sergio Tiberti, componente del Cda ai tempi dei contratti dei presunti affitti gonfiati, tra coloro che per primi hanno denunciato il caso.
“È estremamente singolare – dichiara Tiberti – Si aggiunge danno su danno. Il Cda è molto affine al rettore pro tempore, se si andrà a una condanna di Di Orio e di Del Vecchio l’università non potrà recuperare alcunché dai danni”.
Tiberti svela che “stiamo valutando di perseguire, se ci saranno elementi sia dal punto di vista penale sia civile, i consiglieri di amministrazione che con questa richiesta, al momento, di non costituzione potranno portare un danno all’università. In caso di danno – conclude – vorrà dire che pagheranno loro”.
Il prof svela anche le ultime novità sulle elezioni del nuovo rettore, che succederà a Di Orio dopo 9 anni di mandato, 2 dei quali di proroga-bis per la riforma Gelmini.
“Dovrebbero tenersi a maggio, perché prima vanno rinnovate le rappresentanze studentesche”, spiega.






