L’AQUILA – “Il bando per la scelta del nuovo direttore generale dell’Università dell’Aquila è poco trasparente”.
Va di nuovo all’attacco della governance dell’Ateneo del capoluogo il docente di Medicina Sergio Tiberti, uno dei più duri oppositori della gestione del rettore, Ferdinando Di Orio.
“Ho fatto valutare l’avviso pubblico da un esperto – sottolinea Tiberti – che ha condiviso le mie perplessità, in particolare su due punti: l’integrità sulla persona che andrà a ricoprire tale ruolo e le modalità di selezione e di attribuzione del punteggio ai candidati”.
“Infatti – spiega Tiberti – non si fa alcun riferimento, come in genere accade nei concorsi pubblici, a eventuali condanne condizionalmente sospese, né tratta di provvedimenti, ancorché non definitivi, emanati dall’autorità giudiziaria per delitti commessi nella qualità di pubblico ufficiale per abuso dei poteri o per violazione dei doveri inerenti la pubblica amministrazione”.
“Inoltre – aggiunge il professore – è la prima volta che mi capita di leggere un bando in cui i requisiti di accesso non siano esplicitati sin da subito: nell’avviso si fa riferimento a ‘ulteriori criteri di valutazione’ che potranno essere stabiliti dopo la scadenza dei termini, un paradosso”.
“In pratica – dice ancora – i candidati conoscono solo in parte il modo in cui verranno selezionati da una commissione che, tra l’altro è nominata dal rettore e che presenterà a lui una terna di nomi tra i quali Di Orio sceglierà colui che sottoporrà al consiglio di amministrazione per la ratifica, sentito il senato accademico”.
“In questo modo rischiamo di avere una persona succube del rettore, mentre avremmo bisogno di una personalità slegata dal potere, anche alla luce della vicenda degli affitti ex Optimes (su cui la procura ha aperto un’inchiesta che vede indagati lo stesso Di Orio, l’ex direttore amministrativo Filippo Del Vecchio e Marcello Gallucci, titolare della società proprietaria dell’immobile, ndr)”.
“Su quest’ultimo aspetto – conclude Tiberti – auspico che la magistratura faccia piena luce, così come su altre negligenze che più volte abbiamo denunciato”.
LA FIGURA DEL DIRETTORE GENERALE
Il direttore generale, con la riforma dell’ex ministro dell’Università Maria Stella Gelmini, sostituisce la figura del direttore amministrativo.
Dopo la gestione Del Vecchio, rimasto in sella per sette anni, l’attuale direttore è l’aquilano Pietro Di Benedetto, che in precedenza ricopriva il ruolo di vicario ed è l’ex dirigente dei dipartimenti Affari generali di ateneo e Didattica.
La sua retribuzione annuale lorda è pari a 124.575,05 euro, come riporta il sito ufficiale www.univaq.it.
Il bando è stato messo all’albo pretorio dell’Ateneo il 28 settembre scorso.
Il termine per la presentazione delle domande è di 30 giorni a decorrere dal giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale – 4 serie speciale “Concorsi ed esami”.





