L’AQUILA – “Personalmente ho partecipato a due campagne elettorali, una volta nel 2007 contro il professor Ferdinando Di Orio e una volta sei anni fa quando il mio competitor era il professor Carlo Masciocchi. Mai è successo qualcosa di lontanamente confrontabile a quello che sta succedendo ora. Ci siamo affrontati lealmente, anche nelle diversità dei punti di vista e tutto è filato liscio, nel massimo rispetto reciproco. Mai sono uscite parole diffamatorie, ingiuriose. Perché le elezioni si tengono sulla base dei programmi, sulla base delle idee, non contro i rettori uscenti, né contro i colleghi che si candidano. Basta, ora parliamo noi”.
Alla vigilia della prima tornata elettorale per il rinnovo del rettore dell’Università dell’Aquila, che si terrà domani, giovedì 12 giugno, il rettore uscente Edoardo Alesse, in conferenza stampa questa mattina a Palazzo Camponeschi, si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa rispondendo nel merito alle recenti polemiche che hanno riguardato la ricostruzione dell’ex San Salvatore, la relativa gestione dei fondi post-sisma e Pnrr destinati all’ateneo, le risorse distribuite dalla Fondazione Vitality, e il sistema di voto riservato agli studenti.
Presenti, oltre ad Alesse, il direttore generale dell’ateneo, Pietro Di Benedetto, e il professor Pierluigi De Berardinis, consigliere del rettore per l’edilizia ed ex direttore del dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale.
Una campagna elettorale infuocata, riconosce lo stesso Alesse, che vede sfidarsi quattro candidati: Fabio Graziosi, direttore del dipartimento di Ingegneria, Scienze dell’Informazione e matematica (Disim, ritenuto il favorito, sostenuto proprio dal rettore uscente ma soprattutto dalla potente rettrice della scuola di alta formazione gran sasso science Institute (Gssi), Paola Inverardi, predecessore di Alesse; Marco Valenti, del Dipartimento Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), direttore del Centro regionale autismo, componente del Comitato Etico Regionale per gli studi clinici, consigliere dell’Ordine dei Medici dell’Aquila; Luca Lozzi, direttore del dipartimento di Scienze fisiche e chimiche (Dsfc) nonché ex direttore del centro di microscopie di Univaq, e dal 2019 responsabile anche della manifestazione Street science nell’ambito della notte Europea dei ricercatori; e Roberto Carapellucci, ordinario del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia (DIIIE) e presidente della Advanced Energy Systems Division (AESD) della American Society of Mechanical Engineers (Asme).
Nei giorni scorsi AbruzzoWeb ha contatto tutti i candidati che, intervistati, hanno illustrato i loro programmi, tutti tranne Graziosi che non ha mai risposto.
EX SAN SALVATORE: “MAI RIMANDATO INDIETRO NIENTE, NESSUNA COPERTURA. RIPROGRAMMATI INTERVENTI PER 75 MILIONI”
In merito all’ex ospedale “San Salvatore”, in centro storico all’Aquila, e alla revoca dei bandi di gara da 38,4 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di un centro polifunzionale, Alesse ha sottolineato: “Noi non abbiamo mai rimandato indietro niente, per due motivi: primo perché non avevamo interesse, figuriamoci, secondo perché non si può rimandare indietro quello che non hai. Credo che sia evidente: abbiamo un’idea, un programma, ma quei soldi non li abbiamo. Sono momenti caldi ma è faticoso spiegare queste cose, è come discutere con terrapiattisti”.
Ad entrare nel merito il professor Pierluigi De Berardinis, consigliere del rettore per l’edilizia: “Cominciamo col dire che noi non abbiamo mandato indietro soldi, abbiamo solo sollevato l’inopportunità di mandare avanti dei bandi che non avevano una copertura finanziaria. Dei 52 milioni che la delibera Cipess del 2017 assegnava all’università per la ricostruzione del San Salvatore, disponibili c’erano solo i 4 milioni della prima annualità, quindi era un bando senza copertura. Tra l’altro con una problematica evidente perché distribuiva 40 milioni per il consolidamento strutturale dell’edificio, ma mancava tutta la parte di rifinitura degli interni. Quindi ci avrebbero riconsegnato un edificio totalmente inagibile con ulteriore necessità di 30 milioni per portarlo a conclusione. Abbiamo quindi presentato nuova programmazione per il triennio 2025-27 che adesso è in approvazione da parte degli organi della struttura di missione e che poi andrà al Cipess. Servono un totale di 75 milioni per completare l’ intervento”.
VITALITY: “DECISIONI PRESE ANNI FA SULLA BASE DELLE COMPETENZE, ELEZIONI NON C’ENTRANO”
Alesse ha poi risposto anche in merito al caso sollevato dal candidato Valenti, in un’intervista pubblicata da AbruzzoWeb (Qui il link), delle risorse distribuite alla Fondazione di cui è presidente il competitor Graziosi, “Vitality”, organismo creato dell’Hub Abruzzo, Marche, Umbria (Hamu) di cui da fine novembre scorso è presidente proprio il rettore uscente Alesse, a capo di un consorzio a cui partecipano tutte le Università delle tre regioni, le associazioni confindustriali e alcune delle più prestigiose Fondazioni finanziarie e culturali.
“Abbiamo partecipato a un bando Pnrr, ottenendo il finanziamento più rilevante mai arrivato all’Aquila: 120 milioni di euro. Abbiamo coinvolto 130 ricercatori dell’Università. Aggiungo che siamo il secondo ateneo in Italia per rendicontazione e che il presidente della fondazione fosse Graziosi era noto da anni. Dovremmo essere orgogliosi dei risultati raggiunti. Quattro o cinque anni fa abbiamo fatto queste scelte e le abbiamo fatte, ribadisco, sempre e solo sulla base delle competenze e delle attitudini. Nessuno pensava ad eventuali elezioni”.
AZZERAMENTO FUNZIONARI: “NOTIZIE INFONDATE, OPPORTUNITA’ PER PERSONALE”
In merito all’altro caso, sollevato sempre da Valenti sull’azzeramento “di tutte le posizioni di responsabilità degli uffici, ovvero quelle dei funzionari, di categoria D, sia centrali che periferici, decisione che interessa anche il personale tecnico amministrativo, per decine di casi”, è intervenuto il direttore generale Pietro Di Benedetto.
“L’articolo 87 del contratto collettivo nazionale del comparto ricerca prevede che le amministrazioni, sulla base dei propri ordinamenti in relazione alle esigenze organizzative e di servizio, possono conferire ai dipendenti dell’area dei funzionari, previo avviso interno, incarichi a termine di natura organizzativa e gestionale – ha spiegato – Si è quindi posto il problema di come creare un avviso interno. C’è stata una lunga commissione di colleghi, dopo un confronto con le organizzazioni sindacali avvenuto nella seduta del 14 febbraio scorso. In data 28 aprile è stato emanato il decreto direttoriale con cui sono stati resi noti i criteri. A distanza di un mese si è stabilito di chiudere questa partita entro maggio. Non era proprio nella mente di nessuno che questa cosa potesse avere possibili riflessi sulle elezioni del rettore. Parliamo di un obbligo di legge e soprattutto è un’opportunità che viene data al personale: se qualcuno ha un’aspirazione può manifestarla, compatibilmente con la necessità di garantire il funzionamento degli uffici. Quindi in data 28 maggio è stato fatto l’avviso, le domande possono essere presentate fino a luglio, di conseguenza poi l’effettiva scelta avverrà in autunno. Quindi nessuna possibilità di influenzare chi che sia, anzi, abbiamo cercato di dare una possibilità”.
“Nel frattempo, e questa è una cosa assolutamente falsa riportata dalla stampa, è venuto fuori che io avrei azzerato le posizioni di responsabilità. Chi attualmente è responsabile continua ad essere responsabile e molto probabilmente, il mio pronostico, continuerà a esserlo pure dopo se chiederà di rimanere dove si trova. Si tratta di un’opportunità che viene data al personale, non al direttore generale. C’è un senso completamente opposto a quello che è stato prospettato e soprattutto condiviso dai sindacati”.
STUDENTI: ALESSE, “PROFONDAMENTE AMAREGGIATO, DATE LE STABILISCE IL DECANO, NON E’ STATO FATTO NULLA PER ORIENTARE IL VOTO”
Alesse ha poi replicato all’associazione studentesca Eolo, che in una nota è evidenziato: “Le decisioni sulle elezioni del Rettore hanno dimostrato che l’opinione degli studenti è passata in secondo piano, se non completamente ignorata e il risultato è l’esclusione dei nuovi eletti nei consigli di Dipartimento. Parliamo di più di 150 studenti, contro il numero dei rappresentanti attualmente ancora presenti in Ateneo, ampiamente minore e di fatto poco influente. A votare saranno i vecchi rappresentanti, laureati, decaduti, che hanno abbandonato gli ambienti universitari da tempo o che lo faranno nei prossimi mesi; quindi, che non rappresentano più la volontà attuale della componente studentesca. Il dato è chiaro e dimostra la non curanza verso la rappresentanza e il suo ruolo di portavoce della comunità studentesca tutta. Lo scorso maggio gli studenti hanno espresso il proprio voto rinnovando i propri rappresentanti in tutti gli organi. Ma questa volontà, chiara e legittima, è stata ignorata. Le nuove generazioni sono state escluse da una delle scelte più importanti per il futuro dell’Ateneo”.
Alesse si è detto “profondamente amareggiato dall’aver letto questa mattina una presa di posizione di Eolo, perché noi questa decisione l’abbiamo presa insieme a tutti gli studenti, Senato e Consiglio di amministrazione, c’eravamo io e il direttore alcuni giorni fa e c’erano sia Eolo che Udu. Allora, come funziona? Innanzitutto non è vero che abbiamo fatto le delibere in ritardo. Il problema è uno solo, che la scadenza dei rappresentanti attualmente eletti nei dipartimenti è al 13 giugno. Bastava fare le elezioni il 14, cosa che avevo suggerito al decano, il professor Mauro Feliziani, che poi ha fissato la data di elezione il 12, che è il giorno prima della scadenza”.
“Noi non conosciamo, chi sono quelli che votano, non conosciamo minimamente come sia orientato il voto degli studenti. Nulla è stato fatto, contrariamente a quanto ventilato a mezzo stampa, per incapacità o magari perché vogliamo far votare chi ci piace, non è così. Bastava fare le elezioni il 14 e avrebbero votato i nuovi, ma le date delle elezioni le stabilisce il decano, il rettore non c’entra niente. Non posso decidere, per un dovere istituzionale e morale”.






