CHIETI – Dipendenti dell’università d’Annunzio pronti allo sciopero generale. È la minaccia delle organizzazioni sindacali che avvertono: “non sarà di un solo giorno”. Lo scrivono in una lunga e durissima lettera che assomiglia molto a una dichiarazione di guerra.
È l’atto d’accusa contro il direttore generale. E per il dg Filippo Del Vecchio si riapre così, dopo il duello in tribunale che alla fine lo ha visto rinviato a giudizio per diffamazione e violazione della privacy contro i dipendenti dell’ateneo, anche la stagione della contestazione sindacale.
A firmare la lettera sono tutti i rappresentanti sindacali, meno il Cisapuni. A riceverla sono stati il rettore Carmine Di Ilio, i membri di Senato accademico e Consiglio d’amministrazione, i componenti del Nucleo di valutazione, del Presidio di qualità e del Comitato unico di garanzia, i direttori di dipartimento e, per conoscenza, persino il ministro dell’università, Stefania Giannini, e il capo dipartimento Formazione superiore e ricerca, Marco Mancini.
La lettera se la prende solo con il direttore generale, accusato di tutto e di più, mentre lascia sullo sfondo la figura del rettore, al quale questa volta viene chiesto di fare qualcosa per arginare il clima che il direttore generale starebbe imponendo in università; altre volte invece il rettore era stato giudicato corresponsabile.
A Del Vecchio viene rimproverata una “gestione autoritaria e conflittuale” che avrebbe determinato “un clima di scontri, di astio e di rancori quotidiani”… “un imbarbarimento del clima di vita e di lavoro patito dalla stragrande maggioranza dei suoi dipendenti, fra i quali anche numerosissimi docenti”.
La situazione è da “guerra civile”, dicono ancora i sindacati, con una serie di contrasti che si “avvitano” su se stessi in maniera “tanto sterile quanto pericolosa perché votata al niente, se non allo sfascio”.
E se ci sono colpe da affibbiare e responsabilità da attribuire, certo non possono essere rinviate, almeno secondo i sindacati, al personale tecnico e amministrativo, che “non ha mai avuto voce in capitolo e si è invece visto privato di ogni possibilità legittima di progressioni economiche e di carriera”.
Le lettera tocca anche il tema delle cosiddette “lauree facili” che ora sarebbero da annullare e chiede se non si poteva trattare la questione con un po’ più di riservatezza. Altro tema toccato è quello dei dipendenti che avrebbero accusato stati di malessere, tanto da aver avuto bisogno delle cure del Pronto soccorso, dopo aver letto, almeno così è sembrato, comunicazioni arrivate dalla direzione.
La lettera si chiude rinnovando la minaccia dello sciopero: “Il punto di non ritorno è sempre più vicino. Uno sciopero generale è vicino, e non sarà di un solo giorno. A voi la decisione di mettere freno e rimedio allo strapotere ingiustificato del direttore generale”. Vedremo se sortirà effetti.





