L’AQUILA – “C’è collegamento diretto, anche se invisibile, un filo dorato, che unisce le corde vocali al cuore, se questo filo si spezza, non si trasmette niente, nè agli altri, nè a se stessi”
Parole calde, e a caldo, quelle della cantautrice aquilana, in una pausa del concerto Annalisa Andreoli, accompagnata al pianoforte dal maestro Corrado Sinistoro, all’osteria e vineria ”Fratelli – Il Bacaro 2.0” di via Roio a L’Aquila.
Solo uno degli appuntamenti musicali per uno storico luogo di ritrovo di musicisti, che culminerà questa sera 1 settembre con il concerto del grande jazzista napoletano Joe Barbieri, che ha come suoi numi tutelari Chet Baker e Billie Holiday,
Andreoli sta conquistando la ribalta nazionale, e ha recentemente vinto il disco d’oro con “Quante volte ad aspettarti”, canzone da lei scritta, e interpretata da Giordana Angi. Con un altro suo successo, “Prendo Fiato”, ha vinto l’Accademia di Sanremo.
Ma non ha perso l’umiltà, e il grande attaccamento alla sua città.
“Il mio rapporto con L’Aquila è molto stretto – spiega ad Abruzzoweb – ho gioito e ho sofferto con lei. Ora vivo a Roma, ma qui c’è la mia famiglia, i miei amici, i miei ricordi, e tanti musicisti, perché L’Aquila da questo punto di vista è molto ricca e stimolante, anche grazie a locali, come quello in cui questa sera mi sto esibendo”.
Tra i suoi successi c’è anche “Consumata”, un brano, spiega Andreoli “nel quale ha voluto raccontare il momento in cui ti rendi conto che per tutta la vita ti sei donata della persona sbagliata, ma in realtà non eri sbagliata tu. E’ un intimo tirare le somme, una presa di coscienza e dunque una rinascita”.
Un momento di rottura, e rinascita, rivela Andreoli, è stata per lei il terremoto del 6 aprile 2009.
“Superato il trauma delle prime ore – racconta Andreoli – mi sono adoperata immediatamente, ho collaborato con la Croce Rossa e ho lavorato nella farmacia da campo della tendopoli di Piazza d’Armi, dove tantissime persone si riversavano per chiedere dei farmaci e per chiedere aiuto. Ho scoperto una forza che non pensavo neanche di avere dentro di me. Ho deciso così di lasciare l’università di Medicina, per dedicarmi interamente alla musica, alla mia vera ed unica passione”.
“Poi ho deciso di andare in Africa, a fare volontariato, in un centro per bambini sieropositivi, in Etiopia, mettendo a disposizione le mie competenze acquisite come studentessa di medicina. Un consiglio a tutti, perché c’è davvero bisogno di aiuto, quello che farete voi per loro, non sarà nulla rispetto a quello che ricevete indietro”.






