L’AQUILA – “Mi rifiuto di pensare che la Cgil abbia scritto questo comunicato, perché non è vero, proprio non è vero. E’ un non fatto, una non verità”.

Secco e tranchant il commento del presidente della Regione e senatore Luciano D’Alfonso, nel corso un’intervista televisiva, alla durissima nota, diramata questa mattina dalla  Cgil dell’Aquila, sul possibile trasferimento di importanti centri decisionali e politici della macchina regionale, da L’Aquila a Pescara. 

Ipotesi che sta già provocando veementi polemiche nel capoluogo d’Abruzzo, da parte di chi teme uno scippo, o come già tuona il consigliere comunale di Fratelli d’Italia  Giorgio De Matteis, “un fulgido esempio di furbata del fuggitivo D’Alfonso, che come Fregoli del nostro tempo è senatore o presidente a seconda delle sue convenienze”.

A smentire seccamente lo scippo però il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera., che assicura che si tratta solo di una normale e opportuna riorganizzazione interna che non sposta servizi e personale”.

Una smentita che però, ribattono a stretto giro i sindacati, “non smentisce nulla”.

L’allarme è scattato allorché i sindacati hanno ricevuto una informativa da parte dell’amministrazione regionale, con la quale si illustra una proposta di modifica organizzativa, pronta andare in Giunta in cui si stabilisce, come spiega ad Abruzzoweb il sindadalista Cgil Luca Fusari, che “per quanto riguarda il dipartimento Governo del territorio e politiche ambientale, che ha sede nell’edificio dei portici di San Bernardino a L’Aquila, passerà dagli attuali 15 servizi a 9 servizi. Nello stesso tempo il dipartimento Infrastrutture, trasporti, mobilità e logistica, che ha sede a viale Bovio a Pescara passerà da 5 servizi a 11 servizi, arricchendosi di servizi di nuovo conio, come quello della Difesa idraulica, ma anche di 4 servizi di Genio civile oggi al dipartimento Governo del Territorio oggi a L’Aquila”.

Come poi denuncia il segretario generale provinciale della Cgil Umberto Trasatti, e il segretario provinciale della Cgil Funzione pubblica Francesco Marrelli, nella nota che ha lasciato “incredulo” D’Alfonso, “circola la notizia già da alcuni giorni nei palazzi della Regione Abruzzo secondo si starebbe preparando il trasferimento dall’Aquila a Pescara anche di alcuni uffici che fanno capo all’assessorato al Bilancio”.

Il 28 maggio la Cgil ha inviato al presidente D’Alfonso una richiesta di incontro “per discutere di queste voci, e chiedergli ufficialmente cosa intenda fare prima di lasciare la presidenza per sedersi sugli scranni del Senato”.

“Ebbene – lamentano i sindacati – a tutt’oggi ancora non riceviamo dal presidente nessuna risposta, tantomeno la convocazione a un incontro chiarificatore su questa eventuale novità, che segue le altre e continue modifiche organizzative che hanno caratterizzato l’amministrazione D’Alfonso”.

“Il paventato trasferimento – incalza il sindacato – che non soltanto rivestirebbe i connotati del campanilismo politico e istituzionale, volto a salvaguardare un preciso bacino elettorale, ma che non avrebbe nessuna ragione e nessuna utilità per i cittadini e tantomeno per la Regione Abruzzo”, fanno osservare i due sindacalisti.

“Un atteggiamento che non soltanto riaccenderebbe polemiche e scontri fra territori che l’Abruzzo aveva dimenticato e che non c’è nessuna ragione (se non obiettivi politici personali) di riproporre, ma che non tengono in nessuna considerazione le norme fondanti della Regione Abruzzo, il cui Statuto all’articolo 43, comma 2, recita: ‘Le Direzioni della Giunta hanno sede a L’Aquila e a Pescara e conservano l’attuale articolazione territoriale”, ricorda infine il sindacato

Spiega a tal proposito Luca Fusari, sempre per la Cigl: “Non si cambiano, si badi bene, le destinazioni delle sedi, non c’è nessun trasferimento di personale e uffici, ma vengono sottratte competenze, da un dipartimento dell’Aquila a beneficio di un dipartimento di Pescara. Cambiano cioè i centri decisionali e politici. E dunque in prospettiva, con il tempo, c’è eccome il rischio che anche gli uffici e il personale vengano trasferiti, per razionalizzare il lavoro, vicino al centro decisionale”.

RIVERA: “NESSUNO SCIPPO, SOLO RIORGANIZZAZIONE”

Nessuno scippo assicura però Rivera,  in quanto si tratta solo di “una riorganizzazione della macrostruttura regionale, proposta dal competente dipartimento Risorse e Organizzazione, che non sposta alcun Servizio o Ufficio a Pescara, ma si limita a ridefinire gli ambiti di competenza di due dipartimenti. Non è previsto alcuno spostamento di personale dipendente, né di uffici, di mansioni e di competenze che restano dove sono. Diversamente, non può certo sostenersi che un Dipartimento regionale con strutture articolate sulle città di L’Aquila e Pescara abbia oggi un’unica sede”.

Entrando nel merito, Rivera spiega che “la riorganizzazione della macrostruttura regionale, proposta dal competente Dipartimento Risorse e Organizzazione, non sposta alcun Servizio o Ufficio a Pescara, ma si limita a ridefinire gli ambiti di competenza di due Dipartimenti. Attualmente il dipartimento Opere pubbliche Governo del territorio e Politiche ambientali è composto da 15 servizi retti da dirigenti, di cui 8 su L’Aquila, 4 su Pescara, 1 su Chieti e 1 su Teramo, mentre il dipartimento Trasporti, Mobilità, Reti e Logistica, è composto da 5 servizi tutti su Pescara. L’atto di riorganizzazione prevede la ridenominazione dei citati dipartimenti rispettivamente in ‘Governo del Territorio e Politiche Ambientali’ e ‘Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Reti e Logistica’, attraverso lo spostamento della direzione dei servizi del Genio Civile, delle Opere marittime e della Difesa del suolo. La sede lavorativa dei citati servizi resta sempre e comunque la stessa, vale a dire L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti per i servizi di Genio civile; Pescara per le Opere marittime ed infine L’Aquila per il Servizio preposto alla Difesa del suolo, ridenominato “Difesa Idraulica, Idrogeologica e della Costa”. 

LA REPLICA DELLA CGIL: ”RIVERA NON SMENTISCE NULLA”

Tali rassicurazioni vengono però rispedite al mittente dalla Cgil, che replica a stretto giro.

“Comprendiamo che Vincenzo Rivera, il direttore generale della Regione nominato dal presidente D’Alfonso, voglia cercare di spegnere il fuoco delle polemiche e rassicurare gli aquilani. Quello che però deve essere chiaro – scrive la Cgil – è il fatto che la sua replica al nostro comunicato di stamattina non smentisce quanto abbiamo denunciato e anzi conferma le nostre preoccupazioni”.

“Rivera, da dirigente regionale, – attacca ancora la Cgil nella nota – tenta di far passare in secondo piano le scelte politiche del governatore D’Alfonso, fornisce numeri e spiegazioni tecniche lasciando immaginare che le scelte della giunta regionale non comporteranno il trasloco a Pescara di uffici e servizi regionali, da tutto questo anzi L’Aquila uscirebbe rafforzata. Quello che Rivera non dice, però, e che noi torniamo a denunciare come abbiano fatto stamattina, è una scelta politica che sottrae al capoluogo di regione i centri decisionali e politici. Anche se i dipendenti per il momento non rischiano di trasferirsi con la valigia a Pescara”.

“Dunque attenzione a quello che accade – chiosa la Cgil- : oggi non si cambiano le destinazioni delle sedi e non si trasferiscono fisicamente personale e uffici, però vengono sottratte competenze da un dipartimento dell’Aquila a beneficio di un dipartimento di Pescara. Con il risultato politico e gestionale di spostare subito sulla costa i centri decisionali. In un secondo tempo poi, quando ci si accorgerà che gestire l’attività a distanza sarà complicato, toccherà razionalizzare il lavoro e per farlo bisognerà pensare a come trasferire anche gli uffici e il personale”.

FRATELLI D’ITALIA E UGL SUL PIEDE DI GUERRA

Quello che per i sindacati è solo un tremendo sospetto, per la politica del centrodestra aquilano è già una certezza.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Giorgio De Matteis, come suo solito non le manda a dire. 

“Questa snaturata e sciagurata ipotesi di modifica della Direzione di un settore strategico come gli uffici periferici dei geni civili, che svolgono una funzione determinante nel quadro della ricostruzione post terremoto, va a danno della nostra città e sarà portata immediatamente all’attenzione del Consiglio comunale, per far sì che il nostro Sindaco faccia ciò che altri non sanno fare a difesa delle prerogative dell’Aquila”.

Dura anche la presa di posizione del sindacato Ugl, che con il segretario generale provinciale Giuliana Vespa e il segretario regionale Ugl-Fna Simone Tempesta, parlano senza mezzi termini di “uno spregio a quanto sancito dalle regole e dalle leggi regionali”.

“Sembrerebbe che, gli amministratori di questa regione,  – si legge  nella nota – mossi dalla volontà di depauperare e delegittimare il ruolo che L’Aquila riveste dal 1971, stiano risvegliando mai sopiti campanilismi tornati alla ribalta con maggior vigore sia dopo l’elezione di un presidente regionale che appare non aver mai dismesso il ruolo di sindaco della città di Pescara sia dopo il sisma del 2009 che fa percepire una sorta di debolezza delle aree interne della nostra terra e sorgere, di conseguenza, velleità di facili conquiste”. 

E aggiungono: “vale la pena ricordare che gli uffici pubblici nel nostro territorio sono un  fattore fondamentale del nostro tessuto finanziario ed associativo. La riduzione di esso nel breve e nel lungo periodo porterà alla logica conseguenza di un crollo economico e sociale paragonabile solo agli effetti del terremoto del 2009 ma con caratteristiche di totale irreversibilità”. 

D’ERAMO E IMPRUDENTE: “D’ALFONSO PROSEGUE NELL’OPERA DI DEPOTENZIAMENTO SUBDOLO”

“La vicenda del possibile trasferimento di competenze e direzioni regionali dall’Aquila, sebbene ancora nebulosa e tutta da decifrare, dimostra inequivocabilmente che il governatore Luciano D’Alfonso ed il Partito Democratico proseguono nella loro opera indiscriminata e subdola di depotenziamento delle aree interne”. affermano invece il paralemtare della Lega, Luigi D’Eramo ed il coordinatore provinciale Emanuele Imprudente a seguito della proposta di deliberazione sulla riorganizzazione dei dipartimenti dell’ente regione.

“Servizi e direzioni presenti oggi all’Aquila non devono assolutamente essere toccati – proseguono D’Eramo e Imprudente- vigileremo attentamente su ogni operazione che dovesse penalizzare ulteriormente la città e le zone interne, ancora alle prese con numerose difficoltà post terremoto. Stigmatizziamo fortemente l’atteggiamento del presidente D’Alfonso e della sua giunta: dopo le pantomima delle dimissioni mai rassegnate, nonostante un’evidente incompatibilità, continuiamo ad assistere imperterriti a nomine, riorganizzazioni, assegnazioni che sanno tanto di regali dell’ultimo ora agli amici di turno. Questo è inaccettabile”.