L’AQUILA – “Il confronto tenutosi ieri pomeriggio tra Demos-Sinistra Italiana (già Articolo 1), M5S, Cgil, Anpi e Movimento Celestiniano, ha dato voce e dignità politica alla maggioranza degli italiani e quindi degli abruzzesi, circa la contrarietà di nuovi invii di armi in Ucraina. Ritenere il negoziato per il cessate il fuoco l’unica strada da percorrere dopo aver messo il Popolo Ucraino in condizione di difendersi e bloccato l’esercito occupante è l’unica seria opzione”.
Lo scrive in una nota Alfonso D’Alfonso, coordinatore di Demos Abruzzo, che osserva: “L’enorme tributo di vite umane sia militari che civili, le distruzioni di intere città con il probabile rischio di incidenti nucleari nelle diverse centrali presenti e la sciagurata possibilità che Putin e i suoi generali optino per l’utilizzo di bombe atomiche tattiche impongono che si fermi il flusso di armamenti pesanti che i singoli stati, in primis gli Usa, e la irrilevante Europa riversano in Ucraina”.
“Non è possibile pensare che questa guerra duri per anni e né il popolo Ucraino né la nostra economia lo potrebbe sopportare -evidenzia D’Alfonso – Le crescenti sacche di povertà e tutti i ceti deboli stanno già pagando un prezzo altissimo con i rincari di materie energetiche e quindi dei beni di prima necessità indispensabili per la sopravvivenza. La scelta condivisa sia tra tutti i soggetti politici / sociali protagonisti dell’iniziativa di ieri e sia tra questi e il numeroso, qualificato e attento pubblico ad essa presente dimostra che si è sulla strada giusta, la strada della diplomazia e del cessate il fuoco. La nostra è una posizione chiara, netta e soprattutto coerente sia con i nostri valori che con quelli della grande comunità progressista abruzzese così come ha saputo illustrare l’onorevole Paolo Ciani, segretario nazionale di Demos”.
“Auguriamo a chi ha assunto posizioni diverse dalla storia dei progressisti di poter giustificare, innanzitutto alle proprie coscienze, il sostegno a scelte politiche imposte da potentati economici i cui interessi coincidono con la strategia espansionistica della Nato e per giunta condivise con i sovranisti, gli stessi che fino a ieri si facevano selfie sulla Piazza Rossa con le magliette di Putin. Noi vogliamo continuare a percorrere questa strada, avendo le idee chiare circa il nostro modello di società e con chi poterlo realizzare facendo tutto il possibile per condividere i nostri obbiettivi con tutti gli elettori progressisti delusi e anche, con chi ha assunto posizioni distanti dalle nostre”.
“Siamo certi che gli appelli per la Pace di Papa Francesco non rimarranno inascoltati e tutti coloro, laici e cattolici, che della Pace fanno un valore universale, torneranno a percorrere insieme la strada maestra che conduce ad essa. È con il dialogo e il confronto sulle tematiche che determinano la qualità della vita dei cittadini e anche dalle priorità che si danno ai temi da affrontare che si riavvicinano gli elettori delusi alla politica. Ed è questo il metodo su cui continueremo a lavorare”, conclude D’Alfonso.





