L’AQUILA – “Non ho mai letto il progetto Pennadomo IK0, ho incontrato solo una volta la Ciarrapico, in ogni caso la Carta di Pescara riguarda impresa e ricerca, non turismo, quindi stiamo parlando di capra e cavoli”.
L’ex direttore generale della Regione Abruzzo, Cristina Gerardis, rispedisce al mittente le accuse di presunto plagio che l’economista di origini abruzzesi, Barbara Ciarrapico, ha rivolto all’Ente, arrivando a presentare una diffida legale.
Ad AbruzzoWeb quest’ultima ha raccontato di aver ricevuto garanzie sul finanziamento del suo prototipo di modello turistico da sviluppare nel borgo chietino di Pennadomo, dall’allora collaboratrice del presidente Luciano D’Alfonso, Sabrina Saccomandi, e dall’allora dg Gerardis, e poi di esserselo visto copiato e non più sostenuto.
“L’ho ascoltata perché si era accreditata con la politica, ma una volta verificato che il suo era un progetto da inserire in un avviso pubblico, le dissi che il Fesr è un fondo che si attribuisce ai privati solo mediante bando – spiega la Gerardis – quindi le dissi che il suo progetto poteva anche essere il più bello del mondo ma avrebbe dovuto partecipare all’avviso”.
“Detto ciò, io il suo progetto non l’ho mai letto – rimarca l’ex direttore generale – Inoltre, c’è un misunderstanding di fondo, perché la Carta di Pescara, in cui la Ciarrapico afferma ci sia il plagio, non c’entra nulla con il Masterplan. La Carta di Pescara è un documento scritto da me, dal direttore Tommaso Dirino e da una serie di docenti universitari, imprenditori e parti sociali, ed è tutta ex novo. Gli altri autori, compresi i sindacati, sono testimoni dell’assoluta originalità della Carta di Pescara”.
“La Ciarrapico – chiosa la Gerardis – è da mesi che mi scrive mail di insulti terrificanti, dai quali io mi difenderò nelle sedi opportune. Il plagio è un reato ma lo è anche la diffamazione, sia chiaro!”. (m.sig.)






