L’AQUILA – “Lo sviluppo turistico del Gran Sasso è mortificato dall’assenza di una programmazione regionale e dalla logica dei finanziamenti a pioggia. All’Aquila, c’è bisogno di cambiare rotta, convocando gli Stati generali del Turismo”.

Lo afferma, in una nota, il consigliere comunale Italia dei valori – Cambiare insieme, Lelio De Santis.

“A tal fine, propongo al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di organizzare un momento di studio e di riflessione, di proposta e di condivisione, sul piano tecnico e politico, circa il futuro del Gran Sasso, che è domani  o mai più!  Si faccia promotore degli Stati generali del turismo per tracciare un percorso nuovo e concreto”.

“Le polemiche scaturite dalla notizia  enfatizzata con apposita conferenza stampa – spiega il consigliere – della concessione di 16 milioni di fondi complessivi da parte della Regione Abruzzo al comprensorio turistico delle Rocche e, in precedenza, dei cospicui fondi assegnati  alla stazione sciistica di Roccaraso, sono condivisibili ma tardive perché non possono incidere nel sistema dei finanziamenti a pioggia, che le diverse Giunte regionali hanno adottato nel corso degli anni”.

“Dispiace che anche la giunta D’Alfonso, nonostante gli sforzi del suo Vice Lolli, abbia continuato sulla strada dell’elargizione di fondi a pioggia senza avere una visione complessiva dello sviluppo turistico territoriale, favorendo così lo scontro fra le diverse aree geografiche e producendo poi la frammentazione dell’offerta turistica regionale”, continua.

Per De Santis, “gli stessi strumenti di programmazione turistica sono rimasti sulla carta ed inutilizzati, senza fondi né mezzi, come il distretto turistico del Gran Sasso o le D.m.c., che dovevano costruire dal basso e con il protagonismo degli imprenditori e degli enti locali lo sviluppo turistico e la promozione dell’offerta turistica. Capisco, pertanto, e solidarizzo con lui, la decisione del sindaco di Castel del Monte di dimettersi dal suo ruolo di vice presidente del distretto turistico, insignificante sul piano operativo”.

Il problema del mancato sviluppo del Gran Sasso e del mancato utilizzo dei circa 40 milioni fondi disponibili, secondo De Santis  “risiede anche nelle responsabilità della classe politica ed amministrativa della città dell’Aquila, che nel corso degli anni, con sindaci di diverso colore politico, hanno pensato più alla gestione minuta e clientelare che ad un vero progetto di sviluppo e di valorizzazione della montagna del Gran Sasso”.

“Ritengo, quindi, che la Regione debba programmare e coordinare le politiche di sviluppo dei turismi in tutto il territorio abruzzese, ma anche l’Amministrazione comunale dell’Aquila debba battere un colpo e progettare un’idea di sviluppo e di fruizione della montagna aquilana, in tutte le sue potenzialità”, conclude.