L’AQUILA – Il tribunale dell’Aquila ha accolto la richiesta di trasferire a Chieti il processo riguardante il dirigente regionale, Antonio Sorgi, caso che era stato inizialmente incardinato all’Aquila ma, fin dall’inizio, era sembrato che la competenza territoriale non fosse il capoluogo abruzzese.

Sorgi, alto dirigente della Regione Abruzzo, era finito agli arresti domiciliari per una presunta turbativa d’asta relativa a un bando di gara per l’ampliamento del cimitero di Francavilla al Mare (Chieti) del valore di due milioni e 400 mila euro.

Ieri mattina, come racconta Il Centro, il suo avvocato, Guglielmo Marconi, ha chiesto e ottenuto che il fascicolo venisse trasferito davanti al tribunale di Chieti.

Sorgi ricopriva anche l’incarico di presidente del Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale (Via) e quello di commissario per l’avvio delle procedure di costituzione dell’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.

Proprio per il suo peso nelle strategie dell’ente era soprannominato “Il Re sole”. Sorgi è indagato anche in un’altra inchiesta, la tragedia dell’Hotel Rigopiano a Farindola (Pescara), dove morirono 29 persone, il 18 gennaio 2017, a causa della valanga che ha spazzato via il resort.