L’AQUILA – Le truffe romantiche, o “romance scam”, sono una delle minacce digitali più insidiose, che sfruttano la fiducia e la solitudine per colpire le vittime. Si tratta di un crimine subdolo che non ruba solo denaro, ma sfrutta la fiducia e il bisogno umano di connessione: i truffatori, nascosti dietro profili falsi e storie toccanti, costruiscono per mesi legami di affetto con le loro vittime, per poi svanire dopo averle prosciugate economicamente.

Un nuovo studio ha elaborato un indice regionale del rischio in Italia, svelando le aree più vulnerabili. L’analisi, realizzata da Truffa.net, incrocia dati demografici, digitali ed economici di fonti autorevoli come ISTAT, Banca d’Italia, Polizia di Stato e Datareportal, offrendo una fotografia dettagliata del rischio in ogni regione.

Il rischio di truffe romantiche è nettamente più alto al Nord e al Centro Italia, ma i dati confermano che il fenomeno è presente anche nel Centro-Sud. In questo contesto, l’Abruzzo si posiziona al quattordicesimo posto a livello nazionale per il rischio di truffe romantiche, con un indice di 5.37.

La regione fa da ponte tra il Centro e il Sud, mostrando una vulnerabilità inferiore rispetto al Nord.

La sua vulnerabilità è legata a una combinazione di reddito medio contenuto (20.100 euro) e una ridotta penetrazione dei social media (63% di utenti attivi). Sebbene l’indice di rischio sia più basso rispetto al Nord, questi fattori la rendono comunque un’area di interesse per i truffatori, a dimostrazione che il fenomeno non si limita alle sole regioni più ricche e digitalizzate.

L’indice di rischio regionale delle truffe romantiche è il risultato di un’elaborazione originale basata su cinque indicatori chiave ponderati in base a studi e raccomandazioni delle forze dell’ordine:

Percentuale di popolazione 45-55 anni: il gruppo demografico più bersagliato, con stabilità economica ma anche una potenziale vulnerabilità emotiva.

Indice di Digitalizzazione (rDESI): misura le competenze digitali. Un rDESI basso indica minor capacità di riconoscere le truffe.

Percentuale di utenti social attivi: i social sono il terreno di caccia preferito dai truffatori.

Reddito medio disponibile pro capite: indica la presenza di vittime in grado di sostenere perdite economiche.

Tasso di acquirenti online: funge da proxy per la familiarità e la fiducia nelle transazioni digitali.