L’AQUILA – È quella del sedicente avvocato che si fa consegnare denaro con il pretesto di doverlo utilizzare a titolo di cauzione per la liberazione di un familiare, la fattispecie più diffusa tra i casi di truffe ai danni di anziani registrata dai carabinieri in provincia dell’Aquila.
Una ventina, solo negli ultimi mesi, il totale degli episodi di raggiro registrati dai militari dell’Arma, che ora mettono in campo una campagna di comunicazione rivolta soprattutto ai soggetti più vulnerabili.
“È la sottile differenza tra vero e verosimile, a trarre in inganno persone spesso anziane e che magari vivono da sole, sovente con meno strumenti di difesa rispetto ad altre categorie”, ha spiegato il tenente colonnello Andrea Ronchey, presentando il materiale prodotto dal Comando provinciale già in distribuzione attraverso le 60 stazioni dell’Arma, in cui operano circa 600 carabinieri.
Una campagna di sensibilizzazione “a tappeto” nel territorio dell’intera provincia, che anche attraverso il supporto dell’associazione carabinieri in congedo prevede anche incontri con le categorie deboli, affissione di locandine illustrative nei luoghi di maggiore afflusso, consegna di pieghevoli informativi da distribuire in occasione degli incontro, come promemoria.
Le prime ad aderire sono state le Diocesi, e i parroci al termine delle funzioni religiose hanno già iniziato a diffondere il messaggio.
• non aprite agli sconosciuti e non fateli entrare in casa. Diffidate degli estranei che vengono a trovarvi in orari inusuali, soprattutto se in quel momento siete soli in casa;
• non mandate i bambini ad aprire la porta;
• comunque, prima di aprire la porta, controllate dallo spioncino e, se avete di fronte una persona che non avete mai visto, aprite con la catenella attaccata;
• in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedete che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino di casa. In assenza del portiere, se dovete firmare la ricevuta aprite con la catenella attaccata;
• prima di farlo entrare, accertatevi della sua identità ed eventualmente fatevi mostrare il tesserino di riconoscimento;
• nel caso in cui abbiate ancora dei sospetti o c’è qualche particolare che non vi convince, telefonate all’ufficio di zona dell’Ente e verificate la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice;
• tenete a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità;
• non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato;
• mostrate cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta;
• se inavvertitamente avete aperto la porta ad uno sconosciuto e, per qualsiasi motivo, vi sentite a disagio, non perdete la calma. Inviatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Aprite la porta e, se è necessario, ripetete l’invito ad alta voce. Cercate comunque di essere decisi nelle vostre azioni.
In generale, per tutelarvi dalle truffe:
• diffidate sempre dagli acquisti molto convenienti e dai guadagni facili: spesso si tratta di truffe o di merce rubata;
• non partecipate a lotterie non autorizzate e non acquistate prodotti miracolosi od oggetti presentati come pezzi d’arte o d’antiquariato se non siete certi della loro provenienza;
• non accettate in pagamento assegni bancari da persone sconosciute;
• non firmate nulla che non vi sia chiaro e chiedete sempre consiglio a persone di fiducia più esperte di voi.
È inoltre importante ribadire che:
• le norme vigenti non prevedono la consegna di somme di denaro contante o di preziosi ad appartenenti alle Forze di polizia, i quali, per attività di servizio, si presentano in uniforme ovvero esibiscono chiari segni distintivi, qualificandosi in modo inequivocabile;
• in caso di situazioni dubbie, non fare entrare nessuno dentro casa e contattare il numero di emergenza 112, chiedendo eventuali delucidazioni e/o istruzioni.





