L’AQUILA – Tentano la truffa dello specchietto ai danni di una donna aquilana, ma quando quest’ultima telefona al marito e ai figli per chiedere aiuto fuggono via.

A segnalarlo ad AbruzzoWeb è Stefano Ianni, giovane aquilano e figlio della protagonista della vicenda.

I fatti risalgono a due giorni fa. Mentre era al volante della sua auto e percorreva la strada che, dall’ospedale, porta verso la rotatoria all’Aquilone, la signora ha avvertito il rumore di un urto sulla fiancata lato passeggero della macchina. Dopo essersi guardata intorno ed essersi accertata che non fosse successo niente, ha pensato che si trattasse semplicemente di un sasso e, quindi, ha proseguito verso il centro commerciale. Mentre procedeva a passo d’uomo a causa del traffico, sul ponte che si trova all’altezza dell’Università, un ragazzo sui 35 anni dal forte accento napoletano, le ha bussato al finestrino e l’ha accusata di aver urtato la sua auto, con la conseguente rottura del suo specchietto retrovisore.

Il ragazzo, stando alle parole dello stesso Ianni “insiteva sul fatto che in macchina ci fosse suo fratello come testimone e che lei invece fosse sola, invitandola pertanto ad allontanarsi dal traffico e dalle persone per risolvere la questione”.

“La richiesta – racconta il ragazzo – era di 70 euro per chiudere il sinistro, a fronte di un presunto danno di 290 euro”.

Notando che la sua macchina era graffiata solo sulla parte inferiore e che quindi il danno era evidentemente incompatibile con l’urto di uno specchietto, la donna si è però rifiutata di pagare e ha chiesto di compilare l’apposito Cid o di chiamare la polizia. Il giovane ha a quel punto tentato di dissuaderla affermando che la polizia le avrebbe tolto punti alla patente e che quindi sarebbe stato meglio chiudere la questione bonariamente pagandogli subito la cifra richiesta ma, quando ha visto la signora prendere in mano il cellulare per chiedere aiuto al marito e ai figli, è scappato via insieme al complice.