L’AQUILA – Si muove a bordo di una Opel Corsa nera, tre porte. È un ragazzo giovane, con l’accento siciliano, rincorre in macchina le sue possibili vittime e li fa accostare. Poi mostra il suo specchietto, rotto, e incolpa il malcapitato del danno, dicendogli di dargli i soldi, “di fare a metà”, 50 euro.
È la truffa dello specchietto, che in questi giorni sta mietendo vittime in tutta L’Aquila e periferia.
Numerose sono le segnalazioni giunte questa mattina alla Questura: il ragazzo è basso e magro, e ha un accento siculo inconfodibile, dice di dover tornare in Sicilia quindi non ha tempo di aspettare le trafile burocratiche, e quindi di non aver tempo per compilare il Modulo di Constatazione Amichevole (Cid). Non lascia il suo numero di telefono né i suoi dati personali.
La dinamica dei fatti è semplice: l’auto della vittima viene colpita da un oggetto, spesso un sasso di piccole dimensioni, che induce il conducente a fermarsi dopo le segnalazioni del truffatore.
Secondo quanto riferito dalla Polizia, sono diverse le zone interessate questa mattina dal truffaldino, ma a quanto pare non sarebbe solo e potrebbe avere dei complici.
La Questura mette in guardia tutte le persone di non pagare e soprattutto di prendere nota della targa e segnalarla alle forze dell’Ordine.





