L’AQUILA – “La Carispaq non dovrà pagare nulla nè risarcire nessuno”.
Lo si apprende in una nota della Cassa di Risparmio dell’Aquila in riferimento ad alcuni articoli di stampa relativi al pronunciamento del tribunale di Roma in relazione al processo relativo alla truffa multimilionaria messa a segno dal cosiddetto “Madoff dei Parioli”,Gianfranco Lande.
LA NOTA COMPLETA DELLA CARISPAQ
“In merito alle notizie di stampa relative alla sentenza emessa dal Tribunale Penale di Roma nei confronti di Carispaq nella cosiddetta “vicenda Parioli”, si precisa che la pronuncia di cui si tratta, pur sfavorevole alla Cassa, non ha provveduto ad alcuna quantificazione del danno posto in capo ad essa; tutte le istanze di condanna provvisionale avanzate dalle parti civili costituite sono state inoltre respinte”.
“Ne consegue che Carispaq non risulta, in base alla citata sentenza, tenuta a pagare alcuna somma, né di conseguenza a risarcire alcun danno, neppure in via provvisoria, asseritamene provocato dalle condotte dell’imputato Gianfranco Lande”.
“Le motivazioni della sentenza saranno note nel termine di 90 giorni fissato dalla legge”.
“Carispaq annuncia tuttavia che, avverso l’emanato provvedimento, verrà interposto appello: infatti la pronuncia afferma la responsabilità della Banca in forza di presupposti giuridici contestabili e mai applicati sino ad oggi nei confronti di un ente privato, non sussistendo, in capo alla Banca, alcuna responsabilità civile indiretta per i fatti ascritti all’imputato Lande”.
“La banca ricorda che è tuttora pendente, in attesa di decisione, ricorso alla Corte di Cassazione, adita al fine di contestare l’abnormità dei provvedimenti adottati dal Tribunale in sede di verifica della costituzione delle parti.”
COSA HANNO DETTO I MEDIA
La Cassa di risparmio dell’Aquila dovrà risarcire le vittime cadute nella trappola del “Madoff dei Parioli”, Giancarlo Lande, condannato dal tribunale di Roma a nove anni di reclusione per la maxi-truffa da 300 milioni di euro che ha coinvolto circa 1.700 clienti, tra cui molti volti noti e vip.
Alla banca è stata riconosciuta la responsabilità civile nei confronti delle 300 vittime che si sono costituite, mentre si sono salvate Consob e Banca d’Italia.
Nella sua requisitoria, il pm Luca Tescaroli ha bollato l’atteggiamento nella vicenda dell’istituto di credito come “gravemente colposo, che rasenta il dolo”.
Intanto si stanno per definire, secondo quanto riferisce Il Centro, le posizioni di tre dipendenti della banca.
Il pm ha chiuso le indagini e si appresterebbe a chiedere il rinvio a giudizio per Maria Gabriella Valentini, Roberto D’Alessandro e Marco Maddalena che, secondo l’accusa, con i loro comportamenti omissivi avrebbero agevolato Lande.
LA VICENDA DEL MADOFF DEI PARIOLI
Investitori attratti dalla prospettiva di guadagni vantaggiosi e coinvolti nel gorgo dal passaparola.
Tra le vittime eccellenti esponenti della nobiltà, e anche vip e volti della Roma bene come Sabina Guzzanti, David Riondino, Francesco De Cecco, erede della famiglia di pastai, i fratelli Vanzina, Samantha De Grenet, Silvia Verdone, e i calciatori Stefano Desideri e Ruggiero Rizzitelli.
La sentenza di ieri, definita dall’imputato “scandalosa”, è stata emessa, dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, dai giudici della nona sezione del tribunale di Roma presieduto da Carmelita Russo.
Lande, accusato di associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, è stato condannato anche a una multa di 20 mila euro, alle spese di giudizio e a risarcire in separata sede, in solido con i responsabili civili Carispaq (istituto di credito utilizzato dall’imputato) ed Egp (società finanziaria di Lande), i danni alle oltre 300 parti civili costituite nel giudizio.
Una sentenza attesa, quella emessa in tribunale, anche se non in linea con le richieste del pm Luca Tescaroli, il quale aveva sollecitato 12 anni e otto mesi di carcere.
E i nove anni di reclusione inflitti oggi a Lande si aggiungono ai quattro anni e sei mesi già attribuiti all’operatore finanziario per il fallimento di una sua società, la Egp France.
Nessun riconoscimento di responsabilità civile, nel dispositivo, per Bankitalia e Consob, anche se Consob figura nell’elenco delle parti civili da risarcire.
La condanna di Lande fa riferimento a fatti successivi al 1° luglio 1998; quelli analoghi precedenti a quella data non erano contestabili in quanto, all’epoca, l’abusivismo finanziario non era previsto dalla legge come reato.
Lande è detenuto dal marzo dello scorso anno ed è l’unico, tra i cinque brooker finiti nel mirino della giustizia, a essere stato giudicato con il rito ordinario.
In precedenza erano stati condannati, previo patteggiamento o giudizio abbreviato, Roberto Torregiani (cinque anni di reclusione), Raffaella Raspi, ex compagna di Lande, (tre anni e quattro mesi), suo fratello Andrea (due anni e otto mesi) e Giampiero Castellacci de Villanova (tre anni).
“Finalmente giustizia è fatta” ha commentato l’avvocato Claudio Coratella, legale di numerose parte civili.
“L’odissea di tanti che hanno perso tutti i loro risparmi è finita – ha aggiunto – questa condanna farà scuola e sarà un monito per i futuri truffatori sulle conseguenza delle loro gesta”.
Di parere diametralmente opposto i difensori di Lande: “Questa sentenza – hanno dichiarato Salvatore Sciullo e Susanna Carraro – va oltre ogni principio: i giudici non hanno avuto il coraggio di andare oltre l’impostazione accusatoria. Occorreva analizzare la realtà dei fatti così come emersa nel corso del dibattimento”.
Soddisfazione per l’esito del processo è stata espressa dalla Consob “perché è stata accolta pienamente – ha dichiarato il capo dell’Ufficio legale, Salvatore Providenti – la nostra impostazione sulla vicenda”.





