L’AQUILA – Si allarga anche al reato di subappalto irregolare l’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila coordinata dal pm Stefano Gallo sulla gara per i lavori di trasformazione della caserma Campomizzi del capoluogo in residenza post-sisma per studenti.

Un’inchiesta che il prossimo 11 novembre vedrà 12 indagati chiamati in udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo quanto accertato, la gara è stata “falsata nella sua interezza” attraverso “collusioni e mezzi fraudolenti”, aggiudicandola a una ditta, la Marinelli ed Equizi, “già altrimenti scelta al di fuori delle procedure di gara” e “che ne subappaltava parte alla Barattelli utilizzando infine fatture emesse dalla Vittorini per operazioni non da questa effettuate”.

Fin qui le ipotesi di reato erano turbativa d’asta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio, reiterate falsità ideologiche commesse da pubblici ufficiali e da privati ed emissione/utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 600 mila euro.

Ma ora si è aggiunto un ulteriore capo di imputazione che riguarda altri 23 indagati, previsto dall’articolo 21 della legge numero 646 del 1982, che punisce “chiunque, avendo in appalto opere riguardanti la pubblica amministrazione, concede anche di fatto, in subappalto o a cottimo, in tutto o in parte, le opere stesse, senza l’autorizzazione della autorità competente”.

La sussistenza dell’ipotesi di reato è stata riscontrata dal rappresentante della pubblica accusa che ha deciso di iscrivere i nuovi nominativi nel registro degli indagati al termine di una perizia svolta dai consulenti Paolo La Rovere e Antonello Salvatori.

I NUOVI INDAGATI

I 23 indagati sono Ettore Barattelli (F.lli E. e C. Barattelli Srl), Antonella Valdarchi (Edilcentro Servizi Srl), Debora Sichini (4S Scavi Srl), Marco Panella (Panella Marco Impianti Srl), Alessandro Ferella (Ferella Alessandro), Lucio Liberatore (Liba Srl), Maurizio Michetti (Mgm System), Tullio Bonaduce (Bonaduce Tullio), Vincenzo D’Antonio (D’Antonio Vincenzo), Claudio Zaccagnini e Silvia Elisa Castillo (Somi Impianti Srl), Angelo Ciuffini (Ciuffini Angelo), Augusto Soldati (Soldati Augusto), Piero Cargini (Cargini Piero), Loreto Di Virgilio (Di Virgilio Loreto), Luigi Palmerini (Cogea Srl), Ljuljzim Asani (Asani Ljuljzim), Ljatif Osmani (Osmai Ljatif), Giovannino Savini (Gifres di Savini Geom. Giovanni), Patrizia Chiarullo (Agroteros), Pietro Cornelio (P. & D. di Cornelio Pietro), Laura Ranieri (Edilerg Srl), Giulio Vittorini (Vittorini Emidio Costruzioni Srl) e ancora Ettore Barattelli per il Consorzio Federico II.

LE ACCUSE di truffa

Secondo l’accusa il provveditorato ha direttamente selezionato tre imprese, due dell’Aquila e una di Chieti, attraverso la procedura negoziata.

L’impresa teatina neanche ha risposto all’invito mentre Marinelli si è aggiudicato i lavori, affidati a Barattelli in subappalto, entrambe le ditte componenti il Consorzio Federico II poi disciolto e già implicato nell’inchiesta sul G8 della Maddalena poi svolto in Abruzzo.

Del Beato, infine, ha presentato un’offerta che, per la Gdf, non ha mostrato interesse effettivo e ha attestato falsamente di aver visionato i progetti che invece non erano stati neanche redatti dal provveditorato, per questo è indagato l’imprenditore titolare.

Altre assegnazioni di lavori nell’ambito della sistemazione della Campomizzi sono arrivate con affidamento diretto per “somma urgenza” anche se la procura non è d’accordo neanche su questo.

GLI INDAGATI

I 12 indagati originari sono Giovanni Guglielmi, allora provveditore interregionale Opere pubbliche; Giancarlo Santariga, allora provveditore aggiunto alle Opere pubbliche per l’Abruzzo; Giuliano Genitti, funzionario del Provveditorato e rup dell’intervento; Claudio Quartaroli, funzionario del Provveditorato e direttore dei lavori; Filippo Di Giacomo, funzionario del Provveditorato e direttore dei lavori; Luigi Zaccagno, funzionario del Provveditorato e direttore operativo dei lavori; Carlo Clementi, dirigente del Provveditorato; Giovanni Benevieri, professionista esterno e collaudatore statico delle opere; Aldo Del Beato, imprenditore edile; Giulio Vittorini, imprenditore edile; Enzo Romano Marinelli, imprenditore edile; Ettore Barattelli, anche lui costruttore dell’Aquila.

IL CONSORZIO FEDERICO II

Il “Consorzio Federico II” era composto dall’impresa toscana Btp (Baldassini-Tognazzi-Pontello) di Riccardo Fusi e dalle imprese aquilane “Marinelli ed Equizi srl”, la “fratelli Ettore e Carlo Barattelli” e la Vittorini Costruzioni ed era stato costituito proprio per conseguire lavori pubblici post-sisma.

Nell’inchiesta precedentemente archiviata relativa al Consorzio, oltre all’ex presidente Btp Fusi, erano stati indagati anche l’ex coordinatore nazionale del Popolo della libertà Denis Verdini, e il presidente del Consorzio stesso, l’aquilano Ettore Barattelli, archiviato per primo.

L’inchiesta relativa al G8 dell’Aquila di luglio 2009, spostato in Abruzzo dopo il sisma del 6 aprile, prese impulso dalle intercettazioni telefoniche acquisite nell’ambito delle indagini della procura di Firenze sugli appalti per i grandi eventi e per il G8 della Maddalena dov’era inizialmente previsto.

Un’indagine, quella sulla cosiddetta “cricca”, che portò ad arrestare l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, e a indagare l’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso. Alberto Orsini