AVEZZANO – C’era il doppio delle persone consentite, 300 anziché 150: le forze dell’ordine, con quest’accusa, hanno sequestrato la nota discoteca di Avezzano, il “Fragile” in via XX Settembre.
Il provvedimento, come riporta Il Centro, firmato dal gip del tribunale Maria Proia, nasce su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato.
I militari della Finanza, guidati dal capitano Luigi Falce, hanno eseguito una serie di ispezioni nell’ambito dei controlli ordinari e straordinari sul territorio marsicano.
La verifica eseguita dagli uomini delle fiamme gialle risale a circa un mese fa.
L’amministratore della società che gestisce il locale è stato denunciato per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.
Ma secondo la difesa, si tratterebbe di un atto esagerato: “Un provvedimento assolutamente eccessivo – spiega l’avvocato Gianluca Presutti al Centro, legale che assiste i responsabili dell’attività, insieme all’avvocato Paolo Porrini – abbiamo trattato casi analoghi di grosse discoteche sulla costa, con risse e lesioni gravissime e sono stati adottati provvedimenti di sospensioni per due giorni. Come si sia arrivati ad Avezzano addirittura a un decreto penale di sequestro preventivo, per tre ipotesi puramente ipotetiche, sembra francamente incomprensibile. Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti del fascicolo per una indagine secondo cui ci sarebbe stata la vendita per ogni serata di un numero di biglietti superiore alle 150 persone che era il numero massimo previsto. Ma non tutte le persone che comprano il biglietto vanno alla serata e non tutte le persone che ci vanno lo fanno contemporaneamente e contestualmente. In realtà – continua l’avvocato Presutti – non c’è la dimostrazione del fatto che ci siano state più persone di quelle consentite tra l’altro da una vecchia ordinanza comunale di Avezzano, di circa otto anni fa. Non è detto quindi che quelle persone siano entrate o che erano lì tutte insieme alla stessa ora”.
Quanto accaduto ad Avezzano ricorda un epidosio accaduto all’Aquila nella notte tra il 31 dicembre 2018 e il primo gennaio 2019, quando Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri, a seguito di diverse segnalazioni partite proprio da alcuni ragazzi che avevano acquistato il biglietto in prevendita e che sono stati lasciati fuori perché il locale era pieno, hanno fatto irruzione verso le 2,30 nelle due sale dell’hotel dove si stava svolgendo l’evento “Mountain Circus – Gran Sasso” e hanno fatto uscire tutti i presenti, oltre mille.
Una situazione che ha fatto tornare alla mente di molti l’incidente alla “Lanterna Azzurra”, in provincia di Ancona, dove meno di un mese fa sono morti cinque adolescenti e una donna adulta: tre ragazze e due ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 16 anni, ed Eleonora Girolimini, di 39 anni, che aveva accompagnato la figlia undicenne al concerto di Sfera Ebbasta.
Il concerto non era ancora iniziato, tra mezzanotte e l’una, quando alcuni ragazzi hanno sentito un odore acre e per paura si sono precipitati verso una delle porte, ma appena fuori due parapetti laterali in ferro sono crollati.





