ROMA – La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.
A proporlo sono nove Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania, Molise e, solo inizialmente, l’Abruzzo). Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.
Il quesito è incentrato, spiega Palazzo della Consulta nel comunicato diramato questo pomeriggio, “sulla previsione che le concessioni petrolifere già rilasciate durino fino all’esaurimento dei giacimenti, in tal modo prorogando di fatto i termini già previsti dalle concessioni stesse”.
La sentenza sarà depositata entro il 10 febbraio, come previsto dalla legge. Sono state invece dichiarate improcedibili le richieste su altri 5 quesiti per i quali l’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione aveva dichiarato l’estinzione del giudizio, dopo le modifiche apportate dall’ultima legge di Stabilità. Di tale pronuncia, la Corte Costituzionale non ha potuto che prendere atto.
L’Abruzzo, il 14 gennaio scorso, aveva deciso di rompere il fronte delle regioni, revocando la procura rilasciata all’avvocato che in udienza ha rappresentato i delegati dei Consigli regionali. La chiamata alle urne per il riferendum sarà possibile nella prossima primavera.
DI STEFANO: UNO SCHIAFFO A D’ALFONSO
“Apprendiamo con gioia che il quesito referendario contro le trivelle e le ricerche degli idrocarburi in mare è stato ammesso dalla Consulta, vano pertanto è stato lo sforzo di ruffianeria del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e della sua Giunta che proprio giorni fa, a tal proposito, hanno fatto un passo indietro”.
Questo il commento del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano.
“Colleziona un duplice schiaffo D’Alfonso:da una parte tradisce gli abruzzesi e le Regioni coordinate e dall’altra il suo voltafaccia non ha avuto un buon esito. Questo il giusto risultato per un comportamento vergognoso”.
ACERBO: ORA ABRUZZO SOSTENGA REFERENDUM
“Avendo appreso che D’Alfonso si era sfilato anzi che era contro la Corte Costituzionale ha dato il via libera al referendum no triv. La dalfonsata non è servita a niente se non a dimostrare che la maggioranza che sostiene D’Alfonso è fatta di yes men incapaci di dissentire e alzare la voce”.
È il commento di Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista.
“Incredibile che a dare la notizia che la Regione tradiva lo schieramento no triv senza nemmeno avvisare il Consiglio sia stato il sottoscritto che non ricopre cariche e non gli esponenti della maggioranza”.
“Dopo l’ennesima pessima figura ora la Regione Abruzzo torni a essere la regione verde d’Europa e a impegnarsi per la vittoria referendaria. Il referendum sarà occasione, al di là del quesito, per ridiscutere l’intera strategia energetica nazionale e rilanciare la battaglia in difesa dela mare e del territorio nonché per affermare la necessità di un nuovo modello di sviluppo che risponda alle esigenze poste dal cambiamento climatico e dall’inquinamento”.
D’ALESSANDRO: REFERENDUM GRAZIE A NOI
“Premesso che siamo stati noi e non certo Fabrizio Di Stefano a mettere in campo l’iniziativa referendaria nonché l’attività di confronto politico che ha portato alla norma del Governo da tutti salutata con favore e festeggiata, non è pervenuto alcun contributo del senatore di Forza Italia nella sua lunga attività parlamentare per risolvere il problema”.
Così Camillo D’Alessandro del Pd replica al deputato azzurro.
“Il quesito referendario ammesso oggi dalla Consulta non risolve ciò che accade oltre le 12 miglia, poiché affronta solo le attività già autorizzate entro tale limite. L’unica certezza è che, anche grazie al nostro intervento, Ombrina di ferro non si farà, indipendentemente dall’esito referendario, perché tutte le attività estrattive entro le 12 miglia sono state bloccate dalla norma approvata e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e concordata da noi con il Governo, mentre solo qualche settimana fa la partita era già chiusa e nessuno sperava più nella norma governativa”.
“Ora l’iniziativa politico-istituzionale va avanti: continueremo a batterci per una soluzione legislativa positiva che tuteli il mare blu oltre le 12 miglia e il giacimento naturale delle isole Tremiti”.
D’ALFONSO: STRATEGIA NON CAMBIA
“Accolgo con grande rispetto la decisione della Consulta sul referendum residuale. Questa circostanza non modifica le strategie della Giunta che presiedo la quale, è bene ricordarlo, è stata tra le prime a promuovere il ricorso all’iniziativa referendaria per contrastare l’arrivo di Ombrina”.
Lo afferma il presidente della Regione Luciano D’Alfonso.
“Accolgo positivamente – prosegue – la notizia secondo la quale il Governo ha in preparazione un intervento normativo sulla durata delle trivellazioni, a dimostrazione del fatto che la linea del dialogo è quella giusta. Domani, come noto da tempo – ricorda infine il governatore – sarò a Palazzo Chigi dal sottosegretario Claudio De Vincenti per ottenere risultati fattivi nella tutela del mare blu e delle isole Tremiti”.




