ROMA – “Il ministro Costa in linea con lo stile propagandistico del M5S, dice che lui non firmerà alcuna autorizzazione a trivellare anche se vi fosse il parere positivo della Via-Vas, ma non dice con quali motivazioni giuridico-legislative prenderebbe una simile decisione”.
Lo dichiara Angelo Bonelli dei Verdi che aggiunge: “siamo di fronte a due pesi e due misure: nelle settimane scorse Costa ha ripetuto più volte che le autorizzazioni rilasciate dal suo ministero erano atti dovuti con pareri favorevoli della Via e idem per quelle del Mise. Allora perché le hanno autorizzate se oggi il ministro dice che lui non firmerà nulla anche in presenza di questi atti?”.
“Siamo all’apoteosi della superficialità e del gattopardismo – continua l’esponente dei Verdi – che sta avendo ulteriori conferme con il discusso emendamento blocca trivelle del governo, che ad oggi non esiste per il no della Lega, c’e invece un emendamento del M5S che non blocca nulla e che al contrario da il via libera alle trivelle alle concessioni scadute in Basilicata”.
“Il ministro Costa che sul tema delle trivelle è stato in letargo per lunghi mesi, oggi fa annunci privi di base giuridica quando in questi mesi poteva proporre norme, decreti legge per fermare le trivelle, oggi dice No alle trivelle in campagna elettorale in Abruzzo, ma aveva detto No anche al condono edilizio e poi lo ha approvato in consiglio dei ministri, ma quello che deve fare un ministro non sono annunci ma leggi cosa che non ha fatto”, conclude Bonelli.






