TERAMO – “Da troppo tempo, il Tribunale di Teramo vive una condizione di oggettiva criticità, ascrivibile a molte cause, innanzitutto per la carenza ormai cronica di organico, a fronte di un carico di lavoro per ciascun magistrato superiore del 17% rispetto alla media distrettuale; strutture non adeguate”

Esordisce così il documento congiunto dei sindaci teramani sulla situazione del Tribunale di Teramo al  sottosegretario Francesco Paolo Sisto.

LA LETTERA COMPLETA

Noi sindaci, quali rappresentanti delle comunità locali, dobbiamo e vogliamo ascoltare le legittime richieste degli operatori di giustizia, facendole nostre e chiedendo al Ministro Marta Cartabia e all’intero Governo di intervenire con immediatezza, affinché vengano affrontate tali criticità, peraltro più volte denunciate, che nel tempo e progressivamente hanno reso sempre più complesso, per cittadini e per operatori economici, veder soddisfatta la propria domanda di Giustizia.

Egregio Sottosegretario, condividerà come in una tale situazione, la battaglia intrapresa a difesa del nostro Tribunale è la battaglia di tutti, che trova uniti in una sola voce, i sindaci della provincia teramana in rappresentanza di quei territori e di quelle comunità già troppo provati poiché colpiti da eventi calamitosi, ripetuti nel corso di più anni, ma che hanno avviato un percorso di rigenerazione e ricostruzione che passa anche attraverso la conservazione e la valorizzazione dei presidi istituzionali e storici propri dell’identità territoriale, indispensabili per costruire un futuro più sicuro e solido.

Come già richiesto e rappresentato dagli avvocati, che nei mesi scorsi hanno proclamato lo stato di agitazione, è giunto il tempo dell’azione: il rilancio dei nostri territori, la tutela dei cittadini e del comparto produttivo, non possono fare a meno di una Giustizia rapida e giusta, che per essere tale richiede necessariamente una sede nella quale essa possa essere pienamente esercitata, cioè un Palazzo di Giustizia dotato, come tutti gli altri, delle adeguate risorse umane e strumentali.

Risorse umane che oggi, a Teramo, mancano, nonostante i carichi di lavoro siano i più alti in Abruzzo. Basti pensare che il tempo di definizione di un procedimento Civile a Teramo è superiore ai mille giorni, mentre a Chieti è di 296 giorni e a Pescara di 368 giorni. Si tratta di una situazione aggravata dal fatto che a fronte degli eccessivi carichi di lavoro, Teramo registra il maggior turn over di magistrati; vale l’esempio ultimo in ordine di tempo e relativo al periodo in corso quando, per quattro magistrati che andranno via, ne arriverà solo uno.

Situazioni che dimostrano come ancora oggi, purtroppo, le questioni legate al Tribunale di  Teramo non vengono affrontate come dovrebbe verificarsi e come accade, al contrario,  per i Tribunali delle altre città capoluogo di provincia. Il nostro territorio, anche per la debole rappresentatività ad alti livelli istituzionali – rappresentatività che rischia peraltro di scomparire a fronte dello smembramento del Collegio di Teramo –  viene trattato come la Cenerentola d’Abruzzo. Dimostrazione ne è il fatto che, pur a fronte della proposta del Consiglio Giudiziario e del CSM di aumentare di due unità la pianta organica dei magistrati a Teramo, con conseguente e automatica istituzione della sezione Penale e l’assegnazione di un Presidente di sezione, il Ministero ha invece aumentato la pianta organica di una sola unità. E questo nonostante il fatto che la popolazione della nostra provincia, pari a 300mila abitanti, sia superiore, ad esempio, a quella della provincia dell’Aquila.

Con questo documento, vogliamo ribadire come non sia più tollerabile procedere nelle attività ordinarie con soluzioni tampone. L’amministrazione della Città Capoluogo, ad esempio, per dare una prima risposta alla carenza di organico del Tribunale, ha attivato un Puc, un Piano per l’impiego di percettori del reddito di cittadinanza, proprio con il Palazzo di Giustizia, iniziativa che attesta lo strettissimo legame tra le istituzioni territoriali e il nostro Tribunale ma che, come evidenziato in più circostanze, non rappresenta la soluzione. E’ arrivato così il tempo di affrontare in un quadro organico le problematiche emerse e già sollevate dalla comunità giudiziaria e che i Comuni della provincia fanno proprie.

La battaglia a difesa del nostro Tribunale rappresenta una battaglia di diritti molto alta, rispetto alla quale è fondamentale la sinergia tra tutte le componenti dell’amministrazione della Giustizia, che deve allargarsi a tutti i livelli istituzionali e a tutte le forze sociali del territorio e che, come sindaci, ci vedrà impegnati, come sempre, per garantire alla nostra comunità un Tribunale che sia messo nelle condizioni di continuare a garantire a cittadini e imprese, il diritto alla Giustizia.

Alla luce di quanto evidenziato, la Sua presenza oggi è particolarmente importante e gradita, perché conferma la consapevolezza della straordinaria valenza del nostro Palazzo di Giustizia nella realtà abruzzese. Un Tribunale che deve diventare punto di riferimento dell’intera regione, anche e soprattutto grazie alla presenza sul nostro territorio di una storica Facoltà di Giurisprudenza, l’unica in Abruzzo e tra quelle di riferimento del Centro Italia. Due realtà che non possono che arricchirsi reciprocamente in un continuo scambio di professionalità e di formazione e che fanno della cultura giuridica una vocazione di questo territorio che come istituzioni tutte deve portarci a consolidare, nella città di Teramo, una vera e propria  Cittadella del Diritto.

Quello che richiediamo, o meglio pretendiamo, in seguito alle considerazioni finora esposte, è che il Governo metta in campo finalmente un pacchetto di misure specifiche e credibili, finalizzate, anche in base agli obiettivi del PNRR, a smaltire l’arretrato senza crearne automaticamente altro.  Perché ciò accada sono necessarie, come detto in apertura,  risposte straordinarie e strutturali, sia in termini di risorse umane che di edilizia giudiziaria. I risultati dell’inerzia governativa che purtroppo si è registrata negli ultimi anni, anche rispetto alla struttura,  sono visibili a tutti.  Per questo è necessario avviare fin da subito una collaborazione che da un lato consenta di dare risposte immediate ai problemi più urgenti e dall’altro di individuare una nuova sede per il Tribunale, in merito alla quale, come Città Capoluogo, abbiamo già ipotesi su cui sviluppare una discussione rapida e compatibile con i tempi dei finanziamenti da intercettare.

Chiediamo dunque formalmente, al Ministero, l’impegno a risolvere immediatamente le questioni urgenti e sedersi attorno a un tavolo per collaborare e dare corpo a tutte le altre iniziative di programmazione.

Una collaborazione rispetto alla quale chiamiamo ad unirsi anche tutti i parlamentari abruzzesi, così come i consiglieri e gli assessori regionali, perché solo insieme potremo dare un futuro al nostro Tribunale e al nostro territorio regionale.

FIRMATARI

Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo

Antonietta Casciotti, sindaco di Alba Adriatica

Pietrangelo Panichi, sindaco di Ancarano

Catiuscia Cacciatore, sindaco di Arsita

Piergiorgio Ferretti, sindaco di Atri

Alessandro Frattaroli, sindaco di Basciano

Giovanni Melchiorre, sindaco di Bellante

Renzo Saputelli, sindaco di Bisenti

Federico Agostinelli, sindaco di Campli

Maria Marsilii, sindaco di Canzano

Rosanna De Antoniis, sindaco di Castel Castagna

Aniceto Rocci, sindaco di Castellalto

Rinaldo Seca, sindaco di Castelli

Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo

Alberto Giuliani, sindaco di Castilenti

Giuseppe Del Papa, sindaco di Cellino Attanasio

Febo Di Berardo, sindaco di Cermignano

Cristina Di Pietro, sindaco di Civitella del Tronto

Manuele Tiberii, sindaco di Colledara

Biagio Massi, sindaco di Colonnella

Franco Carletta, sindaco di Controguerra

Dantino Vallese, sindaco di Corropoli

Marco Tiberii, sindaco di Cortino

Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto

Luigi Servi, sindaco di Fano Adriano

Jwan Costantini, sindaco di Giulianova

Andrea Ianni, sindaco di Isola del Gran Sasso

Massimo Vagnoni, sindaco di Martinsicuro

Ernesto Piccari, sindaco di Montefino

Fabio Altitonante, sindaco di Montorio

Romina Sulpizii, sindaco di Morro D’Oro

Giuliano Galiffi, sindaco di Mosciano Sant’Angelo

Daniele Laurenzi, sindaco di Nereto

Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco

Severino Serrani, sindaco di Penna Sant’Andrea

Antonio Villani, sindaco di Pietracamela

Robert Verrocchio, sindaco di Pineto

Mario Nugnes, sindaco di Roseto

Elicio Romandini, sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata

Andrea Luzii, sindaco di Sant’Omero

Andrea Scordella, sindaco di Silvi

Anna Ciammariconi, sindaco di Torano Nuovo

Daniele Palumbi, sindaco di Torricella Sicura

Domenico Piccioni, sindaco di Tortoreto

Emanuela Rispoli, sindaco di Tossicia

Lino Di Giuseppe, sindaco di Rocca Santa Maria