L’AQUILA – “Sprechi di spazi, aule dall’acustica pessima e con impianti di aerazione a dir poco deficitari rendono estremamente difficile la fruizione da parte degli operatori e degli utenti di una struttura appena ricostruita”.
Per questo la Camera penale dell’Aquila “Emilio Lopardi Jr” aderisce all’astensione dei pensalisti per i giorni 25, 26 e 27 giugno, condividendo la piattaforma nazionale “per la ‘certezza del processo e della giustizia’ da attuarsi attraverso l’impiego oculato delle poche risorse a disposizione”.
È prevista anche una manifestazione il giorno 26 a Bari per solidarizzare con i colleghi del posto.
Nel capoluogo pugliese il tribunale “è stato dichiarato inagibile. Il ‘padrone di casa’ (il Ministero) anziché porre rimedio immediato al problema (noto dal 2014) ha dapprima installato una tendopoli (soluzione mai praticata neanche qui a L’Aquila nel 2009) ove far semplicemente rinviare i processi e poi emanato un decreto legge con il quale si sospendono i processi (e, naturalmente, anche il decorso della prescrizione) sino alla fine del mese di settembre”.
“Agli slogan a costo zero che molto consenso hanno sinora creato (‘processi veloci’, ‘pena certa’: ma, poi, cos’è?) fanno riscontro le gravi carenze nelle strutture e negli organici, vere ragioni della lentezza della macchina della giustizia, per la soluzione delle quali occorrerebbero consistenti e reali investimenti e non interventi tampone che non fanno altro che scaricare i problemi sui cittadini in attesa di Giustizia”.
“E non è tutto oro quel poco che sembra luccicare e la prova la si rinviene negli Uffici giudiziari aquilani di Via XX Settembre”, fa osservare la Camera penale dell’Aquila in una nota.






