SULMONA – Non si placano le polemiche a Sulmona (L’Aquila), per la realizzzione della soglia in travertino di piazza XX settembre, dai più considerata comeun pungno in un occhio, rispetto ai cubetti di porfido e pietra, che pavimentano il resto della piazza. 

La scorsa settimana si è svolto un presidio a cui hanno preso parte  l’ex consigiere provinciale di centrosinistra e avvocato  Teresa Nannarone e dalla consigliera comunale Elisabetta Bianchi di Forza Italia. Gli assessori Luigi Biagi e Mauro Tirimacco hanno  deciso così di fermare l’opera, poi il clamoroso  dietrofront, il cantiere è ripartito,  con l’argomentazione che “c’è il parere della Soprintendenza e sono compresi nell’ambito del Piano Triennale delle Opere Pubbliche”.

Oggi si registra la dura presa di posizione della stessa Bianchi. 

“All’esito dello strepito cittadino occorso per la tipicità degli interventi di cosiddetta riqualificazione del Centro Storico di Sulmona, caratterizzati per la sostituzione di materiale lapideo pressoché intonso con sogliette di travertino in un luogo gravato da vincolo storico ed ambientale, è divenuta indefettibile la costituzione di un organismo che veda al suo interno Comune di Sulmona, Soprintendenza ai Beni Culturali ed Architettonici e rappresentanza del Consiglio Comunale al fine di concertare l’indirizzo di qualità e consistenza dei lavori pubblici per preservare al meglio l’unicità dei materiali lapidei dei beni storici, architettonici e paesaggistici della Città di Sulmona ed in particolare del suo Centro Storico, con il fine di esaltarne la visione complessiva del luogo che deve essere inteso come preziosa testimonianza in Abruzzo e nel mondo”.

“La Città di Sulmona  – prosegue Bianchi – va quindi preservata da interventi a macchia di leopardo caratterizzati dal consumismo delle opere pubbliche capaci di spersonalizzarne, nel tempo i connotati, sottraendole di volta in volta e pezzo a pezzo il senso del vincolo storico in mancanza di validi indirizzi dell’Amministrazione Comunale”. 

“Vanno inoltre predisposte misure comunali regolamentari per preservare i monumenti dalle aggressioni del degrado e dalla collocazione non consona degli stands sul Corso Ovidio in occasione delle fiere. Per questo ho già predisposto atti amministrativi utili e le necessarie interlocuzioni istituzionali al fine di trasformare la protesta e la indignazione dei cittadini in proposta utile a concorrere a migliori e più incisive azioni di tutela dei preziosi beni comuni”, conclude Bianchi.