L’AQUILA – Nuovo sciopero di 4 ore per i lavoratori del trasporto pubblico abruzzese. A proclamarlo, per domani 25 maggio, le segreterie regionali Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal con astensione dal lavoro nella fascia dalle 9 all’una e conseguente mancata effettuazione di corse bus e treno. Annunciato anche un presidio sotto la sede della Regione Abruzzo in viale Bovio 425 Pescara dalle 10.30 alle 11.30 circa.

“Prosegue la paralisi della istituzione Regionale rispetto alla definizione dei Servizi minimi dei Trasporto pubblico locale – scrivono i sindacati in una nota -. Infatti nemmeno la proclamazione dello sciopero di domani ha prodotto una presa di coscienza della gravità della situazione e consentito passi avanti delle procedure necessarie all’approdo in Consiglio regionale della relativa delibera 848/c”.

“La riunione – continuano i sindacati – tenuta il 21 maggio in regione con il consigliere delegato ai Trasporti Maurizio Di Nicola, infatti, non ci ha purtroppo fornito gli aggiornamenti positivi che auspicavamo rispetto all’avanzamento e definizione delle procedure. Prosegue, invece, la ‘partigiana’ presa di posizione del consigliere Pierpaolo Pietrucci che non ha ancora nemmeno calendarizzato la discussione della delibera nella II Commissione che presiede vantando pubblicamente il ruolo di censore degli atti di Governo regionale che si è attribuito e filtro dei provvedimenti da porre o meno all’attenzione ed all’esame degli stessi consiglieri regionali”.

“Notiamo che ieri – aggiungono – ha inteso accompagnare in regione una delegazione aquilana della Cgil in una riunione senza ovviamente mostrare interesse all’ascolto delle tesi delle altre sigle sindacali confederali che mai hanno rinunciato o delegato ad altri il ruolo di difesa delle aree interne del territorio regionale”.

“L’Abruzzo, ha avviato la riforma del Trasporto pubblico (seconda voce di spesa del bilancio regionale) che in poco meno di due anni, ha conseguito dapprima la unificazione delle tre società regionali con rilevanti economie di scala e conseguentemente, unico caso in Italia, l’affidamento in house del 67 per cento dei servizi regionali alla Società Tua spa garantendo una gestione pubblica del servizio”.

“Tra le necessità amministrativo/burocratiche rientra la definizione della rete dei Servizi minimi, ovvero l’individuazione dei servizi di trasporto, interni al territorio regionale, che l’Ente regione intende assicurare ai propri cittadini affinché possano esercitare il diritto alla mobilità. Va precisato che detti ‘servizi minimi essenziali’sono esclusivamente, per norma nazionale ed europea, quelli in cui si verifica il così detto ‘fallimento del mercato’, ovvero quelle relazioni in cui non si registrino presenze di offerta di trasporto plurime”.

“Quindi l’individuazione della Rete dei Servizi minimi, varata con la delibera di Giunta regionale del dicembre 2017, che ha raccolto anche il positivo esame del Consiglio delle autonomie locali (Cal), è lo strumento indispensabile per la prosecuzione della gestione dei servizi di trasporto pubblico locale a far data dal primo gennaio 2019, data in cui le ‘concessioni’, già in regime di proroga all’azienda regionale ed alle imprese private del settore scadranno di validità”.

“Tale piano di servizi all’interno del territorio regionale ha la finalità di assicurare collegamenti di trasporto pubblico ai cittadini residenti in particolare nei centri minoridovenon vi è interesse di vettori commerciali nel gestire attività di trasporto per i bassi livelli di redditività”.

“Dal primo gennaio 2019,dovranno obbligatoriamente partire le procedure per l’affidamento dei servizi attraverso affidamento in-housee gare;la mancata approvazione della delibera sui Servizi minimi determina in particolare la decadenza dell’affidamento in house e l’impossibilità a bandire le gare con tutto ciò che ne deriva, come ulteriori penalizzazioni sui trasferimenti delle risorse economiche dallo Stato. Pertanto è fondamentale agevolare l’iter del percorso istituzionale che deve condurre la Società fuori dalle secche della burocrazia”.