TERAMO – “Noto con piacere che i consiglieri di minoranza Pepe e Mariani, non avendo miglior modo di impiegare il loro tempo, insistono nel coltivare la loro più grande passione: il bricolage della demagogia”.
Risponde così il sottosegretario con delega ai Trasporti, Umberto d’Annuntiis, alle accuse dei consiglieri regionali Dino Pepe (Pd) e Sandro Mariani (Abruzzo in Comune) che in una nota hanno lamentato come “ad un anno dal suo insediamento, dopo aver criticato in lungo e in largo la gestione del trasporto pubblico da parte di chi lo ha preceduto e dopo aver fatto promesse ovviamente non mantenute è riuscito, in un sol colpo, a fare peggio, rendendo la situazione drammatica e facendo scontare solo ai teramani, quelli che lo hanno votato, i costi della razionalizzazione imposta dall’alto”.
Pepe e Mariani, riferendosi al sottosegretario hanno poi parlato di un “cadavere trovato a terra, dopo il passaggio del Governatore romano”, aggiungendo che “se non è ‘politicamente morto’ poco ci manca dopo il trattamento che ha riservato alla sua provincia”.
Ma D’Annuntiis non ci sta e ribatte: “se c’è qualcuno ‘politicamente morto’ questi sono di per certo loro, come certificato dai cittadini abruzzesi nella tornata elettorale di un anno fa. Devo considerarmi però davvero soddisfatto poiché l’essere al centro dei loro pensieri quotidiani è servito a ricongiungere i due ‘gemelli del gol, anzi dell’autogol’ che dopo essersi insultati per 6 anni (vedasi le problematiche sulla caccia) ora convogliano felicemente a nozze”.
“Voglio comunque nuovamente rassicurarli sulla provincia teramana; quest’ultima non subirà alcun disagio riguardo i propri servizi di collegamento – assicura -, in quanto ciò che loro vogliono far passare allarmisticamente come uno schiaffo alla nostra provincia in realtà è un’efficiente riqualificazione razionale dei servizi con conseguente eliminazione degli sprechi”.
“Sprechi che nella passata legislatura hanno creato nel sistema del trasporto pubblico locale una situazione al limite della sostenibilità”, sottolinea D’Annuntiis.
“Per quanto riguarda l’attenzione generale verso la nostra provincia tireremo le somme alla fine di questa legislatura, e constateremo come essa abbia goduto di considerazione come le altre a differenza del passato quinquennio in cui era stata relegata come residuale ‘colonia’ dalfonsiana”, conclude.





