L’AQUILA – Quello della transizione digitale è uno degli obiettivi centrali a livello europeo per i prossimi anni, per garantire all’intera Unione un più rapido sviluppo economico e migliori condizioni di vita per i cittadini. A questo proposito, cifre elevate sono state messe a disposizione attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: ma come procedono i lavori in Abruzzo?
PNRR, obiettivo il potenziamento digitale dell’Italia
Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha portato nelle casse degli enti pubblici italiani ingenti risorse per il raggiungimento di diversi obiettivi, tra cui quelli primari della transizione ecologica e digitale. Proprio su ambiente e tecnologia si concentrano infatti gran parte dei progetti finanziati con fondi europei allo scopo di portare il nostro Paese verso un approccio più sostenibile ma, al tempo stesso, anche verso una solida crescita economica supportata dalle infrastrutture digitali.
Le nuove tecnologie hanno rappresentato in questi anni un elemento di fondamentale importanza per molti settori e, in particolare, per le imprese private che hanno saputo investire meglio sull’uso di internet. La possibilità di accedere alla banda larga ha portato infatti nelle case degli italiani numerose opportunità in più per quanto riguarda l’accesso a servizi digitali di vario genere, sia per ciò che riguarda lavoro e rapporti con la Pubblica Amministrazione che nel campo dell’intrattenimento, dove piattaforme di streaming e soluzioni per giocare online approfondendo al tempo stesso le regole delle principali varianti di poker e di altri svaghi hanno registrato un vero e proprio boom.
Grazie alle risorse messe in campo dal PNRR, questo fondamentale passaggio si avvia verso il definitivo consolidamento coinvolgendo in maniera più forte che in passato anche il comparto pubblico, partito in ritardo rispetto alle iniziative private ma oggi in netta ripresa. Tutto ciò è favorito dai maggiori investimenti sulla connettività a banda ultralarga e sul potenziamento delle infrastrutture digitali sull’intero territorio nazionale, obiettivi che mirano a rilanciare l’Italia nei confronti degli altri Paesi UE.
Transizione digitale in Abruzzo: cosa sta cambiando
Il processo di transizione digitale in Abruzzo è caratterizzato da luci e ombre, con evidenti miglioramenti rispetto al recente passato ma anche con livelli di crescita inferiori rispetto alla media nazionale. Si stima infatti che tra il 2010 e il 2020, le famiglie abruzzesi connesse a internet abbiano raggiunto una quota di circa il 77% del totale, per un incremento del 22,9% che si colloca al di sotto del +26,6% registrato come media italiana e a quasi 8 punti percentuali di distanza dalla regione che ha ottenuto il miglior risultato, ossia l’Emilia Romagna con il suo +30,6%.
Migliore è invece la situazione dal punto di vista delle imprese che utilizzano regolarmente internet sfruttando un proprio sito web: se a livello nazionale, infatti, si registra un 73,1% di aziende con presenza online, la regione abruzzese riesce a collocarsi leggermente sopra la media con una percentuale del 73,7%, in netta controtendenza con i bassi livelli di digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, ferme al di sotto del 30% (terz’ultimo posto in Italia) nel 2018. In realtà questo dato, proprio grazie agli ultimi interventi favoriti dai fondi PNRR, va rivisto al rialzo su tutto il territorio italiano, come dimostra l’aumento degli utenti che utilizzano servizi di e-government registrato nell’indice DESI 2021, che pur mostrando ancora un’Italia molto indietro da questo punto di vista rispetto alla gran parte degli Stati UE (20esima su 27) lancia qualche segnale positivo in termini di ammodernamento e sburocratizzazione.

Banda ultralarga, la situazione della rete abruzzese
È chiaro che non si può immaginare una vera e propria transizione digitale senza infrastrutture avanzate in grado di garantire velocità di connessione e servizi sempre efficienti, per questo motivo per capire le reali prospettive dell’Abruzzo in questo senso occorre approfondire anche la situazione relativa alla rete nelle varie province. Purtroppo, anche in questo caso la regione si colloca al di sotto della media nazionale, ma mentre a Pescara e provincia la rete ultraveloce copre già la metà delle famiglie, molto al di sotto di questo valore si collocano Teramo e Chieti (al 29% e 22%) e soprattutto L’Aquila, ferma al palo al 12%, dati su cui pesano fortemente le carenze infrastrutturali che riguardano soprattutto le aree più interne rispetto a quelle costiere.
Valori su cui riflettere che richiedono rapidi interventi da parte degli enti locali, chiamati a lavorare duramente per ridurre questo gap e portare l’intero territorio regionale verso il futuro.





