L’AQUILA – “Valutare se sussistano le condizioni per lo stato di emergenza e nominare un commissario, con “pieni poteri e risorse per sciogliere tutti i nodi e mettere in sicurezza il sistema”.

Lo chiede al Governo la Regione Abruzzo, con delibera di Giunta approvata oggi, a proposito dell’area del Gran Sasso dove insistono il traforo autostradale dell’A24 e i Laboratori dell’Infn, contestualmente alla captazione delle acque potabili.

“Una situazione unica al mondo che impone decisioni importanti ed emergenziali” dice il presidente della Regione, Marco Marsilio.

L’atto, annunciato da giorni, fa seguito all’incredibile ultimatum lanciato da Strada dei Parchi, società che gestisce le autostrade A24 e A25, della chiusura dalla mezzanotte di domenica 19 maggio, del traforo del Gran Sasso, tra gli svincoli di Assergi nel versante aquilano, e Colledara-San Gabriele sul versante teramano, in entrambe le direzioni di marcia, e a tempo indeterminato.

Questo perchè la società della holding del pescarese Carlo Toto, ha i suoi vertici, assieme a quelli dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso e della Ruzzo Reti, sotto inchiesta dalla Procura di Teramo, per gli sversamenti di sostanze pericolose avvenute sotto il traforo, e la società dice di volere “evitare la reiterazione del reato”. 

La società poi non vuole in alcun modo farsi carico degli ingenti costi di messa in sicurezza, previsti in un piano da 104 milioni messo a punto nell’ultimo scampolo della legislatura del centrosinistra.

A margine della seduta della Giunta regionale d’Abruzzo, il presidente Marsilio e il vicepresidente e assessore al Sistema idrico, Emanuele Imprudente, hanno sottolineato che, comunque, al momento “non c’è una situazione di emergenza e non ci sono problemi per l’acqua” grazie a “protocolli e dispositivi per il monitoraggio costante”.

Nel 2017 nell’area in questione ci fu un incidente ambientale cui seguì la nomina, da parte della Regione, di un gruppo di lavoro composto dai soggetti interessati.

Marsilio ha ricordato che al mondo “non c’è altro luogo in cui un traforo autostradale nasconde al suo interno un laboratorio di rilevanza internazionale e tutto attorno a questo sistema c’è una falda acquifera da cui gli acquedotti di Teramo e L’Aquila captano le acque”.

Questo, ha evidenziato il presidente della Regione, “provoca problemi che tutti conosciamo e abbiamo già vissuto. Non c’è più tempo da perdere, è da troppo che assistiamo a un rimpallo di responsabilità. La Giunta oggi ha deliberato la richiesta al Governo di valutare lo stato di emergenza, l’unicità della situazione del Gran Sasso, è necessario che ci sia un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli. La Regione non ha competenze dirette: non è né proprietaria degli impianti né dell’autostrada e non può spendere le risorse che servono per fare gli interventi importanti che devono essere fatti”.

“La Regione – ha aggiunto Marsilio – si pone in un atteggiamento collaborativo e propositivo con il Governo. A nostro avviso il Governo deve nominare un commissario che abbia i poteri e le risorse per sciogliere tutti i nodi, per mettere in sicurezza e a regime tutto questo sistema e garantire contemporaneamente la sicurezza e la captazione delle acque, la percorribilità dell’autostrada e del traforo e la funzionalità e operatività dei Laboratori nazionali del Gran Sasso”.

Su tempi e modalità degli interventi, come la chiusura del traforo autostradale, Imprudente ha dichiarato: “Non può essere la politica a dirlo, ma servono tecnici che possano valutare come gestire i sistemi contemporaneamente. I tempi non possono che essere dettati dall’azione stessa che metterà in piedi il commissario, perché ad oggi abbiamo soltanto degli studi che la passata Giunta ha trasmesso”.

“Chiediamo la nomina di un soggetto che abbia ampi poteri, che possa fare progetti veri e non gli studi, che possa quantificare le risorse necessarie e i tempi dell’intervento. E’ un problema di cui si parla da vent’anni, senza che si sia mai arrivati a una soluzione definitiva. Noi – ha concluso il vicepresidente della Giunta – vogliamo trovarla, nell’interesse della salute degli abruzzesi, nell’interesse delle persone che quotidianamente passano sotto al traforo e nell’interesse della scienza internazionale”.

Il commissariamento governativo, ipotesi auspicata anche da Strada dei Parchi, farebbe si che il governo si faccia carico dell’intervento con poteri, e risorse economiche straordinari.

Ad essere contrari all’ipotesi commissariamento è il cartello di associazioni ambientaliste Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua. 

“Riteniamo incredibile l’ipotesi di commissariamento – hanno detto in una nota – , visto che ci troveremmo di fronte ad un vera e propria ammissione di fallimento dell’intero sistema amministrativo in considerazione del fatto che un tale percorso è stato già tentato dal 2004 al 2009 con i risultati che vediamo sotto i nostri occhi”.

Inoltre si evidenzia che “la società Strada dei Parchi sembrava concentrare la sua verve polemica su una fantomatica richiesta della Regione Abruzzo di provvedere con risorse del concessionario alla messa in sicurezza dei tunnel e, cioè, a lavori straordinari. Ipotesi che semplicemente non esisteva e che abbiamo smentito inviando anche alla stampa la Delibera regionale 33 del 2019 che riporta la richiesta dei fondi allo Stato e non certo alla Concessionaria”.