L’AQUILA – “D’intesa con Palazzo Chigi, il Mit valuta positivamente l’ipotesi di dare una risposta circa il tema del rischio idrogeologico del Gran Sasso attraverso il decreto sblocca-cantieri. Sarà dunque presentato, di concerto anche con il Mef, un emendamento in sede di conversione del provvedimento, con il quale sarà nominato un Commissario straordinario per far fronte, in particolare, alla progettazione e realizzazione degli interventi per la messa in sicurezza del sistema idrico”.

Lo dice il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in una nota. 

A fare richiesta del commissariamento era stata la giunta regionale di Marco Marsilio, ha approvato una delibera, pochi giorni fa, che chiede la dichiarazione dello stato di emergenza. 

L’iniziativa fa seguito all’ultimatum lanciato da Strada dei Parchi, società che gestisce le autostrade A24 e A25, della chiusura dalla mezzanotte di domenica 19 maggio, del traforo del Gran Sasso, tra gli svincoli di Assergi nel versante aquilano, e Colledara-San Gabriele sul versante teramano, in entrambe le direzioni di marcia, e a tempo indeterminato. 

Questo perché la società della holding del pescarese Carlo Toto, ha i suoi vertici, assieme a quelli dei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso e della Ruzzo Reti, sotto inchiesta dalla Procura di Teramo, per gli sversamenti di sostanze pericolose avvenute sotto il traforo, e la società dice di volere “evitare la reiterazione del reato”. 

Sdp poi non vuole in nessun modo farsi carico dei lavori di messa in sicurezza, previsti dalla delibera del 25 gennaio, approvata quando Giovanni Lolli era presidente vicario della Regione, del valore di 175 milioni di euro. 

Notizia di ieri diramata dal Mit, è che è in corso di registrazione alla Corte dei Conti l’atto che rende definitivamente disponibili le risorse stanziate con il decreto Genova per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza urgente dei viadotti delle autostrade A24-A25, che collegano il Lazio e l’Abruzzo. Spiegando che “nulla impedisce quindi il concreto avvio dei lavori di manutenzione, sulla base dei progetti regolati dal protocollo di intesa sottoscritto tra il concessionario e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”.