L’AQUILA – “Sdp decide di chiudere e mettere in ginocchio l’intero Abruzzo, noi ci opponiamo, ora stiamo pressando tutti perché facciamo la loro parte per scongiurare questa situazione pazzesca. Oggi è in programma un incontro tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i vertici di Sdp, mi auguro che sia un incontro risolutivo. Noi chiediamo con forza una cosa molto semplice: ci abbiamo messo la faccia e ci assumiamo le nostre responsabilità, ma il traforo non può essere chiuso, la realizzazione di questa ipotesi sarebbe la rovina per l’intero Abruzzo. Se il traforo verrà chiuso l’Abruzzo tornerà indietro di 30 anni e verrà inviato un messaggio negativo proprio all’inizio della stagione estiva, un messaggio devastante per il sistema turistico che ha già grosse difficoltà, per non parlare poi della quotidianità di chi coloro che passano ogni giorno sotto il traforo per lavoro, studio e cure mediche”.
Così il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, sull’imminente chiusura del traforo del Gran Sasso, annunciata dalla concessionaria autostradale, Strada dei Parchi, per il 19 maggio prossimo.
Un’ipotesi “pazzesca” per Imprudente, contro la quale si stanno alzando le barricate da parte di amministrazioni locali, associazioni di categoria e imprese.
La questione oggi è finita sul tavolo del Ministero dei trasporti, che tuttavia è convocato con un altro ordine del giorno, e cioè l’aggiornamento e la revisione del piano economico finanziario (Pef) nell’ambito della concessione di Strada dei parchi spa, che fa capo all’imprenditore abruzzese Carlo Toto.
Si tratta dello strumento sul quale è in corso da anni un altro braccio di ferro, sempre tra concessionario e Stato, su chi debba farsi carico della messa in sicurezza delle tratte autostradali A24 e A25 che collegano Lazio e Abruzzo, dall’alto valore strategico e anche di protezione civile, come sancito dalla legge finanziaria del 2012.
“La fotografia di quello che abbiamo trovato in Regione è davvero drammatica: in questo mese in cui stiamo aprendo i cassetti abbiamo trovato davvero un disastro. Oggi si parla della chiusura del traforo, una questione assurda, e questo è accaduto solo per colpa di chi ha governato nel passato, lasciandoci in una situazione drammatica”, ha sottolineato.
“C’è stato anche un incontro in Prefettura nei giorni scorsi, ma Sdp ha confermato la volontà di chiudere il traforo il 19 maggio. Noi come Regione abbiamo fatto tutti i passi possibili, la nostra proposta si è concretizzata in una delibera volta a dare il riconoscimento di ‘un unicum’ al sistema Gran Sasso, che è fatto di diverse realtà: all’interno c’è un acquifero, il Laboratorio di fisica nucleare e l’autostrada, 3 interessi per l’Abruzzo che non possono essere persi e abbandonati”, ha proseguito il vice presidente della Giunta regionale.
“Questo è un problema che deve essere risolto con la presenza di un commissario, che così come l’emendamento deve essere perfezionato: dovranno essere chiariti bene, nel momento in cui entrerà in gioco questo soggetto, i poteri di gestione di tutto il sistema, al di là dei lavori, da quello viario, a quello degli accessi. Il commissario dovrà essere un soggetto con titolarità piena su tutti gli argomenti, per poterli gestire e risolverli al meglio”, ha concluso. (a.c.p.)




