L’AQUILA – “In questa città se provi a dire quello che tutti sanno, allora dai scandalo! Sono felice di partire e di andarmene, quando sarò in macchina urlerò di gioia”.
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<span style=’Quattro giorni di fuoco che il fotografo non scorderà tanto facilmente, ma nonostante questo, afferma di voler tornare ancora a L’Aquila. “Se L’Aquila sarà capitale della cultura sicuramente sarò qui, e sarò qui proprio perchè sono venuto a vedere e a fare delle cose. Non sarà la città della cultura se andrà avanti ad avere quei difetti che ho sollevato”.
È un fiume piena Oliviero Toscani dopo la sollevazione popolare e politica degli ultimi giorni contro le sue dichiarazioni sull’Aquila, definita una “puttana” e una città dalla quale “andarsene via”. Una versione molto più dura rispetto a quella di ieri nell’intervista esclusiva ad AbruzzoWeb.
Toscani sembra aver cambiato idea su alcuni punti, probabilmente a causa del fatto che ieri non era a conoscenza delle polemiche esplose in seguito alle sue dichiarazioni nella giornata precedente.
“Era una battuta artistica, un modo per spiegare un’immoralità – sbotta il fotografo – Ma come fa una città a essere una puttana? L’Aquila non vi vuole bene, non è una città amica, vi vuole ammazzare e infatti ne ha fatti fuori 300. Dove arriva il vostro masochismo?”.
Il fotografo non ci sta a passare per uno sciacallo, per uno dei tanti che arriva nel capoluogo con il solo obiettivo di farsi pubblicità e risponde punto per punto alle accuse sollevate dai cittadini e dalla senatrice Stefania Pezzopane che lo ha definito un “approfittatore mediatico”, parlando di una classe politica “vigliacca”.
“Sono venuto qui a mie spese, non prendo tangenti e sono qui per realizzare un progetto, ma nessuno si è interessato di conoscerlo: nessuno mi ha chiesto delle mie foto – puntualizza – Ho parlato con qualcuno e ho saputo dell’imbecillità di questi puntellamenti, della ‘non innocenza’ dei miliardi di tubi messi e delle speculazioni economiche di qualcuno. E allora? Non nascondetevi dietro un dito! Dovreste ringraziare che c’è ancora qualcuno che si assume il rischio di dire certe cose, questa si chiama cultura moderna!”.
Il fotografo sottolinea di trovare abbastanza “strano” il fatto che gli aquilani siano una squadra omogenea che la pensa “tutta allo stesso modo e che vuole la stessa cosa”, anzi “forse qualcuno è anche obbligato ad accettare quello che viene fatto – specifica – A me non sembra di aver sentito questo dai miei discorsi con la gente, quindi non dite ‘gli aquilani’, perché già questo è sintomo di una mentalità che non capisco. Una mentalità di una provincialità e di un campanilismo becero che non porta da nessuna parte”.
A proposito delle dichiarazioni della Pezzopane, contattata telefonicamente da Toscani, ma introvabile in questi due giorni, il fotografo commenta: “Avrei voluto dirle che questa città è tanto sua quanto mia. Il sindaco, invece, non ha avuto neppure l’educazione di venire a salutare”.
Toscani torna ancora a parlare di ricostruzione, affermando che “A L’Aquila ci sono 4 o 5 famiglie che comandano e le loro case sono rifatte, così anche si sta facendo per le chiese. Per il resto, però, il rapporto danni – imprese che lavorano è ridicolo”.
Definisce una “bella esperienza” quella fatta nel capoluogo come fotografo precisando che “non finirà qui”, ma nel contempo sottolinea “mi piacerebbe fare una mostra con i miei scatti nel capoluogo, ma ho paura che dia fastidio agli aquilani. Sarebbe meglio farla in un’altra città, perché forse L’Aquila interessa di più agli altri che agli aquilani stessi”.
Toscani spiega di avere avuto molte difficoltà anche nel poter svolgere liberamente il suo lavoro, tra divieti e burocrazia che gli hanno impedito di poter entrare in alcuni palazzi: “Sono stato boicottato”, conclude.
‘AQUILANI DIGITALI’: NUVOLA VERDE CONSEGNA ”LE CHIAVI” A PIAZZA D’ARTI
Il fotografo milanese è tra i tanti che hanno sposato il progetto di Nuvola verde Onlus, la community promotrice di ‘Aquilani digitali’, il progetto che invita a diventare cittadini virtuali del capoluogo, fissando la propria residenza in una strada, numero civico, appartamento.
Stamane il passaggio di consegne simbolico da Nuvola verde alle associazioni culturali aquilane di Piazza D’Arti che inizieranno a collaborare allo sviluppo e alla crescita di Aquilani Digitali.
“Oggi diamo le chiavi di Aquilani digitali a Piazza d’Arti, ora tocca a questa città il lavoro vero – afferma Enzo Argante, giornalista e presidente di Nuvola Verde – Con questo progetto siamo andati ai confini della realtà, ripopolando virtualmente L’Aquila. Siamo una onlus e abbiamo la passione nel realizzare i nostri progetti che continueremo a portare avanti. Abbiamo costruito una strada a metà tra il reale ed il virtuale e mano mano che passa il tempo è bello pensare che alla parte digitale si sostituirà quella reale”.




