TORREVECCHIA TEATINA – Il dietrofront alla centrale a biomasse che sarebbe dovuta sorgere a Torrevecchia Teatina (Chieti) costa caro al Comune, costretto ora a sborsare circa 291 mila euro al termine di un lodo arbitrale intentato dalla Methapower, società austriaca che proponeva un investimento di oltre 10 milioni di euro.

Il 29 novembre 2011 dopo la pubblicazione di un avviso per manifestazione di interesse il Comune aveva deliberato la realizzazione dell’impianto proposto da Enprocon, del gruppo Artan, di cui fa parte anche Methapower, che con la digestione anaerobica avrebbe dovuto smaltire almeno 30 mila tonnellate di rifiuti organici all’anno e produrre biometano, e il 19 gennaio dell’anno successivo aveva sottoscritto con l’azienda il Memorandun of Understunding (Mou), una lettera d’intenti.

Poi il dietrofront, annunciato dal sindaco Katja Baboro all’indomani della rielezione nel maggio 2014.

Ma nel frattempo la Srl Energia Verde Torrevecchia (Evt), costituita il 18 aprile 2012 per la realizzazione e gestione dell’impianto, avrebbe sostenuto spese per circa 160 mila euro.

Il 10 giugno 2014 la revoca della delibera, “in quanto la maggioranza della cittadinanza ha manifestato la contrarietà alla realizzazione nel territorio comunale”.

La Methapower ha sollecitato il Comune per conoscere le ragioni del recesso chiedendo il risarcimento del danno, frutto della somma tra le spese sostenute nella prima fase ed il mancato guadagno quantificato in 1,5 milioni di euro. Cifra poi riformulata dalla Camera arbitrale di Milano, che ha anche respinto la richiesta del Comune di 50 mila euro per danni d’immagine derivanti dalle notizie apparse sui giornali.

“Dopo la pronuncia del lodo, il 22 dicembre scorso, è stato chiesto al Comune di provvedere al pagamento immediato al fine di evitare ulteriori costi, che ad oggi sono lievitati, per interessi maturati e per spese e competenze relative alla richiesta di esecutività del lodo”, dice ad AbruzzoWeb l’avvocato Marino Cavestro, difensore della Methapower, spiegando come l’Ente non abbia mai risposto alle richieste di pagamento.

“Faremo opposizione perché è un lodo nullo e stiamo preparando ricorso alla Corte d’Appello di Milano”, annuncia il sindaco Baboro, affermando di “non essere minimamente preoccupata” e spiegando come non ci siano ritardi da parte del Comune “visto che l’esecutività del lodo è di fine aprile” e “ci sono 90 giorni di tempo”.

“Non c’era stato nessun atto a parte la manifestazione di interesse – ricorda a questo giornale – hanno presentato il progetto che è stato valutato negativamente dall’ufficio tecnico comunale perché dovendo cambiare la destinazione d’uso dei terreni uno dei presupposti è averne la proprietà, che loro non avevano. Quando hanno presentato il progetto avevano solo un’opzione di vendita scaduta da un anno!”.

“Sostengo ancora che l’impianto per noi è la salvezza visto che in Abruzzo non abbiamo una impiantistica adeguata allo smaltimento dei rifiuti, e mi auguro che di impianti di quel tipo se ne facciano presto”, conclude il sindaco.