L’AQUILA – Due presidi al Disretto sanitario di base di Rocca Santo Stefano, frazione del comune di Tornimparte (L’Aquila), che si trova da anni in seria difficoltà per le continue interruzioni delle attività sanitarie, sono stati annunciati dalla Cgil dell’Aquila e dalla Fesica-Confsal dell’Aquila.

La Cgil sarà prsente con il camper della “Carovana dei Diritti” lunedì 19 luglio dalle ore 9 alle ore 11 per un’assemblea alla presenza di amministratori e cittadinanza; giovedì 22 luglio dalle ore 9 alle ore 12 toccherà quindi alla Fesica-Confsal, con un presidio ed un banchetto per una raccolta firme in difesa di una struttura che ha un’utenza di circa 10 mila persone ma che, nonostante tante segnalazioni nel corso degli anni, non ha mai visto risolvere i problemi che la affliggono, tra cui quello della costante assenza di linea internet.

“Sono continui i disagi per gli utenti afferenti al Distretto Sanitario di Base di Tornimparte che, in maniera costante e ripetuta, sono costretti a subire continue interruzioni delle attività sanitarie, senza la possibilità di usufruire delle necessarie prestazioni a seguito di disfunzioni generate dai malfunzionamenti della rete di connessione della Asl 1 di Avezzano-Sulmona. Tali eventi pongono la popolazione residente nei comuni di competenza del Distretto in una condizione di disagio e confusione a causa della frequente impossibilità di prenotazioni di prestazioni sanitarie, come pagamento ticket e accettazione dei prelievi, dell’impossibilità di effettuare i prelievi, il ritiro dei referti e tutte le attività di competenza del Distretto”, si legge in una nota degli esponenti della Cgil aquilana Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone, Luca Copersini e Orante Venti, secondo i quali “Le uniche risposte che gli utenti ricevono ormai da mesi sono quelle fornite dall’incolpevole personale addetto agli sportelli, costretto a dover gestire l’esasperazione di chi ha
semplicemente bisogno di assistenza e cure; risposte che dovrebbero invece pervenire da parte dei Responsabili della ASL n° 1. La popolazione che subisce i suddetti disagi è composta, per lo più, da cittadini e cittadine anziane, soggetti fragili con difficoltà legate alla mobilità e con enormi problematiche di tipo socio economico aggravate anche a seguito della pandemia”.

“Questa vicenda pone di nuovo all’attenzione i bisogni di servizi essenziali delle comunità delle aree interne – prosegue la nota della Cgil – è infatti inaccettabile che, al giorno d’oggi, un servizio essenziale venga interrotto a seguito della carenza di connessione. Si discute quotidianamente, ad ogni livello istituzionale, della implementazione della Sanità territoriale e di prossimità, ma la realtà dei fatti, nei nostri territori, è ben diversa dalla retorica della narrazione. Una narrazione fine a se stessa che non trova però le necessarie soluzioni alle tante problematiche irrisolte da anni e che attanagliano le aree interne della provincia dell’Aquila. Sarà, la nostra, un’assemblea alla presenza di amministratori e cittadinanza, rimettendo al centro della discussione pubblica la necessità di rilanciare e rendere funzionale la sanità territoriale e di prossimità e, più in generale, le problematiche che vivono le comunità delle aree interne, come ad esempio il tema dei servizi, delle infrastrutture, dello spopolamento e del lavoro, affinché possa essere riconsegnata la giusta dignità alle nostre comunità”.

Per Marcello Vivarelli, segretario di categoria Fesica-Confsal della provincia dell’Aquila, “Questo distretto, purtroppo, non è l’unico ad essere in costante difficoltà, tra assenza di rete internet, necessità di aumentare il personale per aumentare i servizi di sanità territoriale all’utenza. Operatori sanitari ed amministrativi devono far fronte ogni giorno ad ogni tipo di problematica, spesso finendo sotto attacco da parte di chi, tra l’utenza, li vede in ‘prima linea’ e quindi li ritiene facilmente aggredibili”.

“Esprimo solidarietà anche nei confronti dell’amministrazione comunale – prosegue Vivarelli – che da anni cerca, purtroppo senza riscontri positivi, di risolvere questo annoso problema. Sono, quindi, al fianco del sindaco, Giacomo Carnicelli, nella difesa di una struttura che deve occuparsi di circa 10 mila utenti, molti dei quali anziani, e che dunque va non solo tutelata, ma anche ampliata”.

“Non vorrei – conclude il segretario provinciale aquilano della Fesica-Confsal – che questo territorio finisca per essere privato di un Distretto sanitario ritenuto da tutti fondamentale. L’emergenza Covid-19, non ancora superata, ha mostrato i limiti di una sanità pubblica non potenziata. La medicina di territorio viene spesso nominata dalla politica solo ed esclusivamente per scopi elettorali e propagandistici. Chiediamo chiarezza e fondi certi per rimettere in piedi quei presidi territoriali che nel corso hanno subito tagli lineari ma che hanno comunque continuato, pur in mezzo a difficoltà di ogni genere, a garantire un servizio pubblico di primaria importanza per i cittadini”.

Recentemente il sindaco Carnicelli, dopo aver proposto alla Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila il pagamento, da parte del Comune, di un abbonamento wi-fi in attesa dell’arrivo della fibra ottica, si è scagliato con veemenza contro l’Azienda e la Regione Abruzzo: “Chi li ha visti? Chi li ha visti, i vertici (politici e tecnici) della Asl 1, quelli che si riempiono la bocca di sanità territoriale, di aree interne, di prossimità e non riescono a garantire una connessione decente nel nostro Distretto sanitario?”, ha tuonato il primo cittadino di Tornimparte che aveva chiesto, ricevendo risposta negativa, alla Prefettura dell’Aquila di verificare se le continue chiusure del Centro unico di prenotazione  non fossero identificabili con l’interruzione di pubblico servizio da addebitare alla Asl o alla Telecom.

“Chi li ha visti, i vertici della sanità regionale (politici e tecnici) quelli che si difendono dalla nostra accusa di interruzione di servizio pubblico sostenendo che era aperto il Cup a Coppito? È questo il rispetto per gli utenti? È questa la considerazione per le fasce più deboli della società? Costringere un anziano, un malato, con quaranta gradi e tutte le restrizioni legate al Covid, a riprendere la macchina ed andare presso un altro sportello è criminale”, ha detto ancora il sindaco.

“Il ‘piccolo’ Comune di Tornimparte ha attivato sul piazzale del Distretto un “hot spot” Wi-Fi, in fase di messa a punto, ma va già molto meglio della linea che hanno a disposizione gli incolpevoli operatori, e la Asl 1 non riesce a garantire una linea decente ad una struttura strategica, con un bacino d’utenza di 10mila persone? Sepassate in Comune vi diciamo come si fa! Cinque anni di lotte, innumerevoli richieste ai vari manager che si sono succeduti, tanti incontri, svariate segnalazioni al prefetto, esposto alla procura della Repubblica non sono, evidentemente, bastate a risolvere il problema. Siete ridicoli. Peggio, siete inutili e dannosi!”, ha c0ncluso.