L’AQUILA – Altro che benefattore! Ha il profumo forte della bufala il comunicato inviato dalla misteriosa associazione di consumatori Ficonsum in cui si annunciava il ritrovamento di un titolo di stato del 1938 del valore di 1 milione di euro il cui proprietario, Massimo Saccenti, ne avrebbe devoluto la metà per la ricostruzione dei comuni più danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.
Un comunicato identico, infatti, è stato inviato lo stesso giorno (sabato 1° giugno) ma cinque ore dopo al Quotidiano di Calabria, in cui il Saccenti diventava di origine calabrese e non pescarese e i 500 mila euro sarebbero stati devoluti “per le vittime delle mafie” anche se più in basso si cita la camorra (magari con ‘ndrangheta sarebbe stato più credibile…).
A meno che il protagonista della vicenda, con tanto di foto, non abbia una improbabile e doppia origine abruzzese/calabrese e abbia deciso di dare via l’intero milione, si è di fronte a un imbroglio, pure abilmente confezionato.
Nella nota stampa, infatti, figurano indirizzi e numero di telefono della sede legale tanto di Roma quanto di Milano, per non parlare dell’indirizzo email e del numero di cellulare dell’addetta stampa, Sonia Carletti. Sistematicamente spento, ovvio.
Le dolenti note cominciano compiendo qualche ricerca su questa Fondazione italiana consumatori, Ficonsum: sul web non si trova alcuna notizia sulla sua esistenza, solo sulla rete sociale di Facebook compare una pagina ma del tutto anonima, e la puzza di bruciato aumenta sempre di più.
L’organo di informazione calabrese ha deciso di cancellare immediatamente l’articolo, non volendo trarre in inganno i suoi lettori. AbruzzoWeb invece si scusa per essere caduto nel tranello ma l’articolo lo tiene, a testimonianza dello squallido scherzo e mettendo a paragone i due comunicati stampa, quello per Crotone e quello per L’Aquila. Resta solo il dubbio su chi sia l’uomo nella foto, se si chiami davvero Massimo Saccenti, e quanto valga quel buono che stringe sorridente.
Resteranno un miraggio, insomma, quei 500 mila euro, una goccia nel mare rispetto ai miliardi che servono per ricostruire L’Aquila, ma che certo non avrebbero guastato.
E peccato per quei primi cittadini del “cratere” che già avevano chiamato la nostra redazione per avere informazioni su come contattare il Saccenti! (alb.or.)


