L’AQUILA – Una lupa intrappolata in un laccio predisposto da ignoti bracconieri, liberata e soccorsa grazie al tempestivo intervento degli uomini del Corpo forestale dello Stato. La lupa, animale protetto e vanto del Parco, ora rischia di perdere una zampa.

È cominciato così l’anno nuovo a Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi, borgo del Parco regionale Sirente Velino, in provincia dell’Aquila, come documentato da un video girato con il cellulare da uno dei soccorritori. Un’altra disavventura è successa sulla statale 80, nei pressi di San Vittorino all’Aquila, dove per un altro esemplare, investito da un’auto, non c’è stato però niente da fare.

A lanciare l’allarme un ragazzo del paese, intorno alle 20 del 1 gennaio, attirato dai disperati ululati della lupa, caduta in trappola ad un centinaio di metri dall’abitato, nei pressi di un antico fontanile. Immediato l’intervento della Forestale. Per prima cosa la lupa è stata sedata da un veterinario, e trasportata poi  nel centro di recupero della fauna selvatica d Popoli. Scattate anche le indagini per risalire ai bracconieri che hanno predisposto la trappola.

Il rischio è però che la lupa perda una zampa, che riporta anche una ferita, a causa del tempo trascorso avvinta al laccio che ha inibito la circolazione sanguigna.

Antonella Laurenzi e Nello Avellani, consiglieri comunali d’opposizione in una nota affermano che “quella dei lacci è una tradizione secolare ma sempre brutale e primitiva che condanna le sue vittime ad una morte orrenda per soffocamento o, se l’animale è più ‘fortunato’, alla mutilazione.

“Per fortuna, gli uomini del Corpo Forestale dello Stato – che si dovrebbe potenziare, piuttosto che sopprimere – sono riusciti a trarre in salvo la lupa da morte certa: speriamo che l’animale possa rimettersi prestissimo”.

“Quanto accaduto – evidenziano –  resta gravissimo. E non può che preoccupare. Il Comune di Tione degli Abruzzi è infatti incastonato nel cuore del Parco regionale Sirente-Velino, dove i lupi dovrebbero essere protetti più che altrove: al contrario, assistiamo attoniti alla crescita esponenziale di atteggiamenti che nulla hanno a che fare con il vivere sociale e istituzionale”.

“In questo senso – specificano i due consglieri –  non aiuta di certo l’atteggiamento ambiguo dell’amministrazione comunale che vorrebbe ridurre i confini del Parco e neppure il convincimento di alcuni consiglieri di maggioranza che considerano il Parco un problema, un ostacolo, piuttosto che una opportunità straordinaria tutta ancora da ‘sfruttare’ per arricchire un territorio condannato, altrimenti, allo spopolamento”.