PESCARA – Timbrava il cartellino, ad inzio e fine giornata, trascorsa non a lavorare, ma in piscina o in palestra, a fare shopping o a passeggiate con le amiche.
Il grave caso di assenteismo ha come protagonista M.D.D., 48 anni, originaria della Svizzera e residente a Montesilvano, infermiera all’ospedale civile di Pescara.
Purtroppo per lei, come riferisce il quotidiano Il Centro, il gip Nicola Colantonio, ha disposto la misura cautelare di sospensione di sei mesi dall’esercizio di attività lavorativa e di impiego presso amministrazioni o enti pubblici.
Condanna scaturita da un’indagine degli investigatori dei Nas, che da fine agosto 2018 a metà dicembre hanno pedinato a lungo la donna. Documentando le sue continue assenze per tutta la giornata, dal posto di lavoro. Senza che i suoi superiiri si siano mai accorti di nulla.
Nelle carte dell’accusa si legge che a volte la donna evitava la timbratura, sottoscrivendo soltanto la sua presenza nella struttura in maniera cartacea”, e “riproducendo la falsa firma di certificazione del direttore responsabile”.
Inoltre, “in più circostanze aveva falsificato i fogli di presenza di servizio con sigle che riportavano falsi diritti a congedi per corsi di formazione o permessi retribuiti”.”riuscendo così a percepite ingiusti compensi in danno di un ente pubblico per attività lavorative mai svolte”.





